Sublimazione
17.35, il sole arrostisce Bologna. Fuori ci saranno più di trenta gradi.
Il pomeriggio è limpido, tanto che la luce acceca anche attraverso le fessure della tapparella che dovrebbe proteggermi dal caldo.
Mi sento insofferente, cerco di rimanere immobile sulla poltrona marrone in finta pelle. E' coperta di teli da mare. Guardo distratto le pale del ventilatore portatile che inarrestabile combatte la sua battaglia contro l'aria ferma della camera, mentre lo stereo diffonde le note del sassofono di Jan Garbarek che racconta di mondi visibili.
Afferro la bottiglia di plastica e bevo un'ampia sorsata di acqua fresca, poi la ripongo accanto alle altre due vuote. Mi perdo nelle note... il pomeriggio è ancora lungo, il tramonto sembra un'utopia.