Martedì
E' un pomeriggio autunnale caldo, o estivo nuvoloso, a seconda dell'umore.
Sono le 16 passate da un po', e l'effetto dell'ultimo caffè lentamente scema. La frenesia si fa sentire più forte, così come la mia stanchezza.
E' soltanto martedì.
Intorno a me il mondo sembra pressato sotto una massa di stress superiore al solito; persino i miei gingilli elettronici cominciano a reagire male.
Le parole pronunciate a voce alta dai mie colleghi nei corridoi o negli spazi intorno al mio ufficio denotano tensione e fretta, mentre i bip che partono ritmici dai miei sistemi di monitoraggio presagiscono problemi.
Simone mi guarda con quel suo sorriso innocente sulle labbra e mi chiede soddisfatto: "Vuoi un dorito?"
Cullo la patatina al mais fra lingua e palato come fosse un'ostia pagana.
Libera nos a malo.
E' già martedì.