Il mostro di vetro e cemento

Il mostro di vetro e cemento sta chiudendo gli occhi lentamente per addormentarsi alle prime luci del tramonto.

Sono le 19.30, fa scuro e fa caldo. Vigliaccamente fuggo. Ho fatto la mia parte, oggi, e decido di essermi meritato la strada, la fuga, il lasciapassare per la vita reale.

La testa pesa sulle spalle; gli occhi si adattano al buio mentre le mani stringono sempre più salde il volante. Il piede pesta sul pedale dell'accelleratore in modo digitale... sono a fondo corsa.

Sparato come un folle proiettile domino la strada e fuggo... lontano dal mostro di vetro e cemento... e dalla sua digestione.


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