Un_attimo_dopo

La luce filtrava debolmente attraverso le fessure della tapparella quasi completamente chiusa. Un tramonto autunnale che faceva fatica a dare forma all'arredamento Ikea della stanza. Tutto in ordine, tutto meravigliosamente al suo posto. Anche la polvere.

Le due figure erano quasi immobili sotto al cotone pesante del lenzuolo azzurro. Il letto sembrava un campo di battaglia risistemato alla meglio. Ancora umido di sudore; pieno degli aromi dell'intimità.

Patrizia stava con gli occhi socchiusi a contemplare il silenzio di quella stanza dal vago colore giallastro. Il tramonto si faceva sempre più carico, e le ombre sempre meno definite. Sentì il braccio di Andrea cingerle l'addome. Sentì il suo respiro vicino all'orecchio, il suo odore penetrante, il suo calore che lentamente scivolava via.

Gli accarezzò la mano senza dire nulla. Non c'era più bisogno di spiegare le dinamiche dei loro rituali. Lentamente si era abituata ai piccoli, semplici gesti. Sempre intensi e sempre uguali a se stessi, in qualche modo rassicuranti.

Chiuse gli occhi e si avvicinò ancora di più. Pelle contro pelle. Poteva sentire il calore; aveva bisogno di quel calore.

"Siamo rettili" gli aveva sussurato una volta Andrea. Aveva capito. Aveva compreso completamente la necessità di quel calore. Specie dopo il tramonto.

Chiuse gli occhi, respirando lentamente.

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