Inizio_giornata
Alle ore 9.05 il telefono suonò per la terza volta.Era un lunedì mattina di quelli sghignazzanti, in cui tutto quello che poteva andare storto lo stava facendo, e, tragicamente, aveva cominciato molto prima del solito.
Trasalì al suono del telefono, pur senza perdere quell'espressione monolitica che gli tratteggiava il viso. Guardò l'apparecchio con aria distante, quasi annoiata, e si alzò dalla sedia reclinabile. Molto lentamente prese il suo zaino e ne tirò fuori una doppietta a canne segate; un attimo, un colpo preciso a meno di un metro di distanza, e del telefono non rimaneva che un'esplosione radiale di pezzi di plastica, brandelli di circuito stampato e scheggie di formica nera.
Appoggiò il fucile ancora fumante sul piano martoriato della scrivania, fra gli sguardi attoniti dei colleghi ancora assordati da quel gesto, quantomeno, curioso.
Infilò gli auricolari dell'Ipod e lasciò che una base nu-jazz coprisse il fragore residuo di quell'inizio mattinata. Ora la giornata poteva davvero cominciare.