Il_racconto_del_bardo

Il metallo della ringhiera è umido. E' umido anche il cielo; umido e di un nero uniforme. Sento il rumore del fiume che scorre, di mille creature notturne nascoste nel verde circostante.

C'è aria pulita, qui; c'è un incoraggiante profumo di quiete. I tetti e le strade si distinguono appena. Il profilo delle montagne taglia in due l'orizzonte e disegna contorni irregolari.

Le nuvole in lontananza, gonfie di pioggia, sembrano galleggiare nel bagliore dorato della luna. L'abbracciano e si accuciano ai suoi piedi... aspettano, avvolte da una luce tenue che ne sottolinea l'estatica immobilità. Sembra una piccola corte, in cui un bardo racconta storie fantastiche ad una piccola folla di astanti increduli, ansiosi, appassionati e silenziosi.

Appena il tempo di chiudere le finestre prima che il freddo si faccia troppo intenso. Appena il tempo di cogliere tre quarti di sorriso che mi augurano la più dolce delle notti.

Oltre le mie finestre, la luna ricomincia il suo racconto.

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