I_segnaposto
Una sera come tante. Una cena come tante in un posto di periferia; lontano dal rumore di una città ancora vuota, lontano dagli occhi e lontano dal cuore.Mick sedeva a capotavola, con il suo giubbotto di pelle sottile e la sua barba inglese. I gomiti fissi sul tavolo, ai lati di un tovagliolo giallo. Rilassato nel guardare il mondo intorno, le foto sulle pareti di legno dell'osteria, le facce raccolte attorno al tavolo. Li guardava senza sentire le loro parole, come se l'atmosfera fosse liquida ed il tempo si fosse fermato.
C'era un pezzo di storia lì con lui. Un pezzo della sua storia, riunito senza un particolare motivo. Quanto tempo era trascorso? Dieci anni? Forse quindici; non aveva molta importanza ricordarlo con esattezza. A Mick piacevano quelle situazioni perchè gli davano l'impressione di non crescere mai, di rimanere per sempre nel limbo del tempo senza responsabilità dove "domani" è sinonimo di "prendimi".
Pezzi di vita trascorsi e pezzi di vita nuovi; Claudia con il suo nuovo fidanzato, Patrizia con il suo lasciato invece chissà dove. Danilo che cercava di cambiarsi faccia e look, Andrea che giocava con la sua malinconia come un baro gioca con l'avversario.
Le stesse facce, le stesse espressioni, le stesse cose. Solo qualche ruga in più - perchè il tempo in qualche modo vuole sempre essere protagonista - ed i colori estivi che lasciavano piano il posto alle tonalità dell'autunno. Ci sono cose che non cambiano. Per fortuna.
Mick riempì il bicchiere di bianco fermo, giusto due dita, e lo sollevò per intonare un brindisi. Un motivo banale per farlo, uno qualsiasi, tanto il vero motivo era il piacere di ritrovarsi insieme. Un fine settembre del 2005, o del 1993.