Coniglio_al_timo

Danny era un tipo allegro; barba lunga, sorriso sempre pronto ed occhietti vispi. Lo sguardo di chi ne ha viste abbastanza e ne ha già digerite una buona parte.

Il suo passato era un passato come tanti altri. Nessuna gioia da esodo religioso e qualche piccolo sassolino che era stato bravo a non trasformare in pietra. Aveva fatto pace con il suo passato; se lo portava addosso come una camicia un po' sgualcita ma comoda, senza dare troppa importanza a qualche macchia sul tessuto. Una capo per tutte le stagioni insomma, e per tutte le occasioni.

Il locale era poco affollato, e l'aperitivo era stato ottimo. Vino frizzante e leggero e stuzzichini molto gradevoli. La cena prometteva molto e, sicuramente, avrebbe mantenuto.

Danny adorava quelle serate mondane, ottime per ritrovare volti, facce e casi umani che tendevano a perdersi lungo sentieri remoti, molto distanti dai suoi. Le amicizie di una vita vanno in qualche modo coltivate; a volte basta solo innaffiarle di tanto in tanto per tenerle vive.

Aveva salutato i presenti, conosciuto mogli, mariti, fidanzati e fidanzate di cui, in qualche caso, ignorava l'esistenza e scambiato due parole con tutti gli altri. Sguardi, frasi parole e un po' di circostanza, giusto per aggiornarsi prima di sedere al tavolo.

I tortelloni al burro erano filati diligentemente nel suo stomaco come una colonna di soldatini pronti alla morte, lasciandogli un gusto pieno e delicato. La chiacchere erano piacevoli come il vino rosso, talvolta serie e spesso facete. Una tavolata di sorrisi che per un secondo fermava le mascelle per dare spazio alle sigarette ed al fumo denso di qualche spinello.

Danny si guardava intorno, forse più silenzioso del solito. Con una delle donne presenti aveva avuto una relazione lampo, con un'altra una storia che si era conclusa contro un muro prima ancora di rendersene conto. Con altre aveva semplicemente avuto carte sfortunate o giocate male. Ma questo sembrava non importare molto, in quel momento. Evidentemente tutti avevano fatto pace con il passato o, semplicemente, lo avevano lasciato a casa ad accudire bambini ed animali domestici. Danny se lo portava sempre dietro, come la sua camicia sgualcita in cui le macchie sembravano diventare un po' più grandi ed un po' più scure. Sguardi forse più freddi del solito, parole forse più di circostanza del dovuto, discorsi brevi ed essenziali che non lasciavano spazio a quanto era stato o avrebbe potuto essere. Forse solo paranoia indotta da quel leggero odore artificiale di rosmarino che riempiva l'aria, sostituito a poco a poco dall'aroma di timo del coniglio che i camerieri avevano cominciato a servire.

Prese un pezzo di carne e vi affondò i denti, spezzando un paio di minuscole costole e qualche altro osso. Il suo modo personale di dirsi che niente poteva resistere in eterno se vi si applica la forza giusta.

"Danny Boy, tutto bene?" chiese Jamal, che aveva il dono di sentire le cose nell'aria con un qualche senso diverso e solo a lui conosciuto.

"Il coniglio al timo è ottimo!" rispose Danny sorridendo.

Jamal sorrise a sua volta, forse alla risposta o forse alla macchia d'unto che si stava allargando sulla camicia dell'amico.

"Non hai ancora imparato a mangiare come una persona civile" sentenziò.

"E` solo un'altra macchia, un giro di lavatrice e torna tutto a posto" fu la risposta pragmatica di Danny. "E poi nasconde le altre...".

Risero di gusto.

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