Cenere_e_pensieri

Alle quattro del mattino rimangono solo poche note appese alle pareti di legno del locale. Poche note e la solita atmosfera fumosa.

Resto seduto insieme alla consueta fatica della giornata su un trespolo isolato a lato del bancone, consumando una meritata sigaretta e sorseggiando un long drink totalmente analcolico.

Serata stanca questa, stanca ma piacevole, cullata dalle note e dalle melodie di un trio acustico che, nelle ultime ore, ha intrattenuto i presenti regalando tanti ricordi racchiusi in un repertorio fatto di classici.

Attorno a me la solita frenesia al rallentatore; si rassetta e si pulisce, si riordinano tavoli e sedie, si chiudono i conti della giornata.

Nel posacenere solitario sul tavolino soltanto i resti di una sigaretta leggera, dal filtro bianco macchiato di rossetto. Immagino una donna nell'atto di fumarla, o di non fumarla; la cenere rimasta compatta ne tratteggia la forma originaria.

Dev'essere stata una serata fatta di parole, la sua; forse piacevoli e cullate dalle note di sottofondo, oppure aspre come un intreccio di chitarre dal suono acido tipicamente anni settanta. Non posso saperlo e quindi mi diverto ad immaginarlo; auguro alla mia misteriosa e sconosciuta avventrice che, comunque sia andata, abbia potuto allontanarsi da qui godendosi questa sottile e impertinente pioggia invernale.

E' notte fonda, e non c'è più tempo per pensieri che sbiadiscono, ma solo per la serenità che la quiete notturna regala. La pioggia cade piano e inumidisce ciò che l'alba finirà per pulire del tutto.

Della mia sigaretta resta solo un filtro schiacciato affogato nella cenere. Senza parole, e senza più tempo per contemplare.

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