white noise | tag/scrivere /blog//tag/scrivere.html white noise inizio giornata /blog//post/inizio_giornata.html /blog//post/inizio_giornata.html scrivere Mon, 22 Sep 2008 21:55:03 +0200 writings Alle ore 9.05 il telefono suonò per la terza volta.

Era un lunedì mattina di quelli sghignazzanti, in cui tutto quello che poteva andare storto lo stava facendo, e, tragicamente, aveva cominciato molto prima del solito.

Trasalì al suono del telefono, pur senza perdere quell'espressione monolitica che gli tratteggiava il viso. Guardò l'apparecchio con aria distante, quasi annoiata, e si alzò dalla sedia reclinabile. Molto lentamente prese il suo zaino e ne tirò fuori una doppietta a canne segate; un attimo, un colpo preciso a meno di un metro di distanza, e del telefono non rimaneva che un'esplosione radiale di pezzi di plastica, brandelli di circuito stampato e scheggie di formica nera.

Appoggiò il fucile ancora fumante sul piano martoriato della scrivania, fra gli sguardi attoniti dei colleghi ancora assordati da quel gesto, quantomeno, curioso.

Infilò gli auricolari dell'Ipod e lasciò che una base nu-jazz coprisse il fragore residuo di quell'inizio mattinata. Ora la giornata poteva davvero cominciare.

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il mare /blog//post/il_mare.html /blog//post/il_mare.html scrivere Sat, 17 May 2008 14:48:14 +0200 writings Ci sono solo io qui, insieme ai miei pensieri, alle mie sensazioni, alle mie emozioni. Sono solo con la mia sigaretta, un cappotto sbottonato e le narici piene di quell'odore di salsedine che si sente solo quando le spiagge sono vuote.

E` un settembre insolitamente freddo; i bagni sembrano tante piccole casematte di una guerra lontana, e la spiaggia un lembo di terra che non ha nessun padrone, nessun conquistatore, dopo averne visti tanti. Il mare è calmo, quasi silenzioso; un rumore che si mischia al verso dei gabbiani ed al sibilare leggero del vento. Sulla sabbia ci sono solo le orme dei tacchi dei miei stivali, una dopo l'altra, come una serpentina contorta che arriva da chissà dove.

Sono immobile di fronte allo specchio d'acqua, a guardare il fumo della mia sigaretta che viene portato a disperdersi tutto intorno. Immobile a gustare quell'aroma di salsedine che ti entra ovunque. Mi chino, come se volessi scrutare oltre l'orizzonte, come se volessi spingere il mio sguardo ad andare più lontano, per cogliere qualcosa di nuovo, per cogliere qualcosa che mi sembra solo uno sbiadito contorno.

Affondo quello che resta della sigaretta nella sabbia, mi rialzo e riprendo a camminare. Le impronte dei miei stivali disegnano una nuova linea, che riprende da dove si interrompeva l'altra... diritta, questa volta.

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la gabbia /blog//post/la_gabbia.html /blog//post/la_gabbia.html scrivere Sun, 24 Feb 2008 23:20:09 +0100 writings Un giorno tranquillo, se non fosse per quella strana senzazione che mi ha accompagnato dal risveglio ad ora. Mi agito nella mia canottiera a ritmo di rap, dentro ad una stanza dalle pareti bianche e troppo corte.

Geometrie sbagliate; le conosco, le sento, a mio modo le temo. Apprensivamente le aspetto, mente mi faccio la solita domanda: Sarò pronto?

Sono come la tigre nella gabbia che scuote la testa lungo il suo moto perpetuo. Guardo l'orologio; i secondi corrono e si tirano dietro i minuti e le ore. Domani arriva..

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bruto /blog//post/bruto.html /blog//post/bruto.html scrivere Fri, 03 Aug 2007 19:55:05 +0200 Scrivere

Perso nella corrente che invadeva la sala, con indosso un comodissimo paio di mutande, la barba incolta e la pancia particolarmente rotonda e rilassata. In mano un tarrina con dentro quattro wurstel extra large annegati nella senape, sul tavolo la pagina centrale della Gazzetta dello Sport - ultimo baluardo di informazione libera - elevata al ruolo di tovaglia. Birra ghiacciata.

Si sedette lentamente fino a prendere la forma della sedia, si sistemò contro lo schienale di legno ed affondò la mano nella tarrina; ne estrasse il pezzo di carne di maiale, giallo scuro. Un morso vorace ed un lungo sorso di birra. Un rutto prorompente.

La settimana era finita.

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