white noise | tag/cinema /blog//tag/cinema.html white noise iron man /blog//post/iron_man.html /blog//post/iron_man.html cinema Sun, 07 Sep 2008 23:17:58 +0200 movie Volevate un film veramente maraglio, murato di effetti speciali e dalla trame risibile? Bene, eccolo qua: Iron Man.

E dire che il cast c'era... Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow, Jeff Bridges... magari non da oscar, ma certo gente che sa fare il suo mestiere. Considerando che la storia non è niente di nuovo, mi aspettavo qualcosina di più almeno in fase di caratterizzazione dei personaggi. Alla fine, sorpresa sorpresa, l'unico che ha mi veramente divertito è colui che non ti aspetti. Il buon Downey regala un Tony Stark molto più frizzante dell'imbalsamato originale a cui si rifà.

Il resto è una scontata carrellata di stereotipi - e non ce ne viene risparmiato nemmeno uno - ed un rutilare di computer graphic. Bello per l'occhio, un po' meno per la mente.

Nota di cronaca: hanno pensato bene di accompagnare i titoli di chiusura con la stupenda Iron Man dei Black Sabbath. Peccato che, testo alla mano, non c'entri nulla con il film.

]]>
la promessa dell assassino /blog//post/la_promessa_dell_assassino.html /blog//post/la_promessa_dell_assassino.html cinema Sat, 19 Jul 2008 21:07:35 +0200 movie Ancora una puntata del nuovo approccio registico di David Cronenberg che, abbandonati i deliri visionari ed i miasmi della mente umana, si concentra a trasformare una storia di per sè normale in un blocco di marmo tagliente come un bisturi. Protagonisti, Viggo Mortensen e Vincent Cassel; il primo freddo e letale fact totum di famiglia, il secondo debosciato rampollo dedito a qualsiasi eccesso.

Storia semplice, si diceva, ma riempita di violenza e di una brutalità senza sconti. Tutto ruota attorno ad una ragazza morta nel dare alla luce una bambina, ai suoi segreti, al suo passato. Un passato scomodo e dei segreti che è meglio non vengano rivelati; segreti per cui la minaccia e l'omicidio sono strumenti cui fare ricorso senza particolari scrupoli.

Impeccabile nella regia, essenziale nella sceneggiatura, ottimo nella recitazione; non pretende di stafare e, forse anche per questo, non delude.

]]>
indiana jones 4 /blog//post/indiana_jones_4.html /blog//post/indiana_jones_4.html cinema Fri, 23 May 2008 20:08:22 +0200 movie Dicono che tre sia il numero perfetto, e forse in questo caso al terzo capitolo ci si poteva anche fermare. "Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo" non aggiunge niente alla serie del più noto archeologo cinematografico, e si segnala per essere un film indubbiamente ben fatto - Spielberg da questo punto di vista è un vero maestro - ma, purtroppo, altrettanto piatto.

Sin dalla prima scena ho avuto una sensazione di deja-vu, senzazione che non mi ha abbandonato per le rimanenti due ore. I dialoghi sembrano aver perso smalto e parte di quella gradevole ironia a cui eravamo abituati, mentre le situazioni proposte sono tanto spettacolari quanto un pochino telefonate. I personaggi ripropongono clichè già visti senza dare apprezzabili variazioni o aggiunte, e le buone idee stentano a decollare.

Si guarda con piacere, indubbiamente, ma è semplicemente entertainment di ottimo livello. Mi aspettavo qualcosa di più.

]]>
il nascondiglio /blog//post/il_nascondiglio.html /blog//post/il_nascondiglio.html cinema Sun, 30 Dec 2007 15:02:08 +0100 Cinema

Di Pupi Avati ho sempre apprezzato, sin dai tempi de "La casa dalle finestre che ridono", la capacità di fare horror senza bisogno di grandi mezzi, usando idee originali per fare leva sulle inquietudini.

Il nascondiglio è un piacevole ritorno al genere; una storia che non sarà certo imbevuta di sangue - oddio - ma che quanto ad inquietudine regala la sua brava parte di tensione. Una cuoca con disturbi mentali decide di apripre il proprio ristorante in un ex pensionato per anziani, luogo alquanto tetro in cui anni prima si è consumata una efferata strage. Fra le spesse mura della magione tornano a prendere forma vecchi incubi che tutti vorrebbero dimenticare.

Non certo una pietra miliare del cinema, e del genere, ma una pellicola comunque ben realizzata e godibile.

]]>
the aviator /blog//post/the_aviator.html /blog//post/the_aviator.html cinema Wed, 28 Mar 2007 19:00:41 +0200 Cinema

Questo è quello che io definisco, con un filino di distacco, un film "nel giusto mezzo". Grosso budget, confezione bella ed accattivante, cast all'altezza e buona recitazione. Ma essendo, appunto, un film nel giusto mezzo, difficilmente si ricorda già a poche ore della visione.

The aviator narra la storia di Howard Huges (Leonardo DiCaprio), geniale paranoico ipocondriaco ossessivo personaggio che ha rivoluzionato il mondo dell'aviazione, oltre ad aver prodotto e girato colossal ad Hollywood e conquistato il cuore di alcune delle più belle star del cinema degli anni '30.

Curiosamente, non essendo io il maggiore dei fan di DiCaprio, pur considerandolo un bravo attore, sono rimasto estremamente - e piacevolmente - sorpreso dalla sua recitazione. Tic, manie ed ossessioni sembrano reali, parte di lui più che del personaggio che interpreta.

Altro applauso di cuore a Cate Blanchett, perfetta quanto schizzata Katharine Hepburn.

Oltre a questi due picchi in positivo, segnalo l'esordio cinematografico della biondissima Gwen Stefani (già cantante dei No Doubt) e la presenza - talvolta molto fugace - di grossi nomi del grande schermo.

]]>
300 /blog//post/300.html /blog//post/300.html cinema Sat, 24 Mar 2007 12:41:00 +0100 Cinema

Sul fatto che Frank MIller sia un genio, credo, ci sia poco da discutere. Le sue opere sono praticamente perfette in termini di trama, e impressionanti dal punto di vista visivo.

300, come già Sin City prima, sfrutta appieno la tecnologia digitale per ricreare quanto l'autore riesce a fare con china e colori. Ed il risultato è praticamente perfetto. Ne viene fuori un film epico che non ha veramente niente fuori posto (musica, recitazione, ambientazioni, costumi) e che non ha niente a che vedere con altri recenti film di genere tanto celebrati. Semplicemente si colloca una spanna sopra.

Sconsigliato a chi si impressiona alla vista del sangue, che qui ha lo stesso colore cremisi dei mantelli degli spartani, e consigliatissimo a tutti gli altri, specie a chi è in astinenza di ottimo cinema.

]]>
intrigo a berlino /blog//post/intrigo_a_berlino.html /blog//post/intrigo_a_berlino.html cinema Sun, 11 Mar 2007 21:40:56 +0100 Cinema

Non sono mai stato un grande amante dei film anni '40. La mia cinematografia nasce con il colore, sebbene di tanto in tanto abbia fatto delle eccezioni.

L'ultima della serie l'ho fatta per "Intrigo a Berlino, non tanto perchè si tratti di un film d'epoca, tanto perchè, a conti fatti, lo è.

Che si può dire di questa pellicola? Certamente è un grande esercizio di stile: inquadrature, colori, dialoghi e persino il modo di recitare degli attori ricalca con perfezione l'approccio cinematografico del tempo. Questo è senz'altro l'aspetto che colpisce di più, e che cattura l'attenzione da una trama che di per se non è nulla di eccezionale e nulla di sorprendente (anni '40 anche questa?). Complimenti a Soderbergh dunque.

Poche parole invece per il resto del cast (Clooney, Blanchett, Maguire), indiscutibilmente professionale ma non in condizioni - per quanto detto sopra - di dimostrare le proprie doti interpretative.

Onestamente l'ho trovato un po' piatto e lento, ma probabilmente il mio palato mal sopporta certi sapori. Per altri, il gusto potrebbe essere differente.

]]>
casino royale /blog//post/casino_royale.html /blog//post/casino_royale.html cinema Tue, 09 Jan 2007 22:38:11 +0100 Cinema

Finalmente mi riconcilio con James Bond.

Inutile raccontarvi la trama, parlarvi dei personaggi o aggiungere altri dettagli. Il cinema dell'agente 007 lo conosciamo tutti, direi, fin troppo bene. Preferisco fermarmi un secondo su almeno un paio di buoni motivi per andare a vedere questo film.

Intanto il volto nuovo: Daniel Craig. Semplicemente perfetto. Forse un po' meno stylish degli altri sui predecessori, ma con il phisique du role per reggere in modo credibile le scene di azione.

Seconda cosa: la storia. Dopo il periodo oscuro dei film con Pierce Brosnan - e non certo solo per colpa di Brosnan - finalmente una sceneggiatura che, pur essendo vincolata a contenere tutta una serie di imprescindibili componenti, risulta un po' meno prevedibile del solito.

Ovviamente non è un capolavoro del cinema moderno, ma almeno è un buon film d'azione. Ben fatto e ben recitato. I pop-corn si gustano con piacere.

]]>
babel /blog//post/babel.html /blog//post/babel.html cinema Thu, 23 Nov 2006 14:53:38 +0100 Cinema

Quattro storie che si intrecciano... Una coppia americana in vacanza nel deserto marocchino, una governante messicana che vuole essere presente al matrimonio del figlio, una famiglia di pastori che acquistano un fucile per tenere lontani gli sciacalli dal loro gregge, un'adolescente giapponese sorda che sogna di avere la sua prima relazione sentimentale.

Babel è questo. Una mescolanza di avvenimenti ed una mescolanza di idiomi. Tutto apparentemente slegato ed incomprensibile, come le lingue che parlano i protagonisti delle storie. Ma mentre la narrazione avanza, si comincia a comprendere che c'è qualcosa di più sottile e profondo che può avere ragione della babele che il regista Alejandro Gonzalez Inarritu ha messo in scena. Una comunanza di sentimenti, come una lingua universale che supera le barriere di suoni così diversi tra loro. Così come si comprende che le vicende di vita raccontate non sono così slegate come sembrano.

Un film ben girato, basato su un minuscolo quanto perfetto meccanismo di interconnessioni che richiede pazienza ed arte per essere messo in piedi senza risultare banale. Bravi gli attori - professionisti e non - e ottimo pure tutto il resto. Rischiava di essere l'ennesima pellicola cerebrale ed un po' snob, invece è un film profondo, a maturazione lenta, che esige attenzione per essere apprezzato e riflessione per essere capito. Uno sforzo ripagato.

]]>
miami vice /blog//post/miami_vice.html /blog//post/miami_vice.html cinema Sun, 08 Oct 2006 17:35:13 +0200 Cinema

In un periodo in cui a Hollywood piace tirare giù dagli scaffali vecchi serial televisi per farne adattamenti per il grande schermo, non poteva mancare "Miami Vice".

In una Miami sfavillante e kitsch come non mai, i detective Crockett (Colin Farrel) e Tabbs (Jamie Foxx) giocano il ruolo degli infiltrati, sporcandosi le mani con trafficanti di droga e delinquenti di ogni genere e camminando pericolosamente sul filo sottile che separa la legge dal crimine.

Non certo innovativo come la serie da cui prende spunto, "Miami Vice" resta un ottimo film. Eccessivo quel tanto che basta per non risultare stucchevole o inverosimile, somiglia molto ad un telefilm; vuoi il ritmo, vuoi la regia - Michael Mann è un garanzia in certe situazioni - vuoi una storia solida senza essere troppo complessa. Impreziosito da qualche trovata stilistica interessante - ed inusuale per il genere - mantiene alta la tensione e ripaga ampiamente lo spettatore.

Se non vi lasciate prendere dal gioco dei paragoni, non troverete assolutamente nulla fuori posto; se invece decidete di provarci, qualcosa che manca forse c'è, ma può darsi che si tratti solo di uno scherzo giocato dalla nostalgia.

]]>
slevin /blog//post/slevin.html /blog//post/slevin.html cinema Wed, 13 Sep 2006 22:15:26 +0200 Cinema

Slevin Kelevra è la persona sbagliata al momento sbagliatissimo. Scambiato per un incallito giocatore di cavalli, si troverà improvvisamente al centro degli interessi di due boss criminali rivali. L'uno, che gli commissiona un omicidio come saldo di un debito di gioco, l'altro che il debito di gioco lo vuole invece onorato. Completano questa situazione alquanto complicata un impassibile quanto letale killer, una vicina di casa simpatica e casinista ed un detective decisamente insidioso.

Letta così, sembra più la trama di una commedia che di un poliziesco, ma Slevin è un noir di quelli seri e ben fatti. Un cast d'eccezzione - Josh Hartnett, Morgan Freeman, Ben Kingsley, Bruce Willis, Lucy Liu, Stanley Tucci - dove ognuno è calato perfettamente nei panni del proprio personaggio, senza rinunciare ad una buona dose di ironia che sarà, almeno fino ad un certo punto, il leit motive del film.

Ma l'ironia e le situazioni paradossali sono soltanto un espediente con cui mettere a proprio agio lo spettatore, per prepararlo al momento in cui tirare le somme. E quando la pellicola giunge al repentino cambiamento si apprezza ancora di più la solidità della trama; nessuna sbavatura e nessuna soluzione di continuità. Un attimo di smarrimento poi tutto diventa chiaro, ed il mosaico si completa.

Ottimo.

]]>
domino /blog//post/domino.html /blog//post/domino.html cinema Fri, 18 Aug 2006 23:30:09 +0200 Per una volta che vedo un'anteprima...

"Domino" racconta la vita - in modo ampiamente romanzato e pirotecnico - della cacciatrice di taglie Domino Harvey, ex-modella ed ex-ragazza ribelle. Un cast abbastanza variegato (Mickey Rourke, Keira Knightley, Delroy Lindo, Christopher Walken, Lucy Liu), che starebbe benissimo nella trasposizione cinematografica di un romanzo di Elmore Leonard, per una storia che sarebbe anche interessante, se solo fosse stata approcciata in modo diverso.

Di fatto il film è un gigantesco video clip; stesso stile e stessa velocità su di un impianto che, però, dura due ore. Comprensibile il fatto di avere i riflettori sempre orientati sul personaggio di Domino (in fondo questa pellicola è una sorta di tributo postumo), un po' meno il sacrificio quasi assoluto all'azione. E se gli attori si trovano bene nei loro panni, forse è il regista che si lascia prendere la mano più del dovuto.

Buono per una serata fra amici, un po' meno per un pomeriggio al cinema.

]]>
la talpa /blog//post/la_talpa.html /blog//post/la_talpa.html cinema Wed, 16 Aug 2006 23:58:17 +0200 Il detective Derrick Vann (Samuel L. Jackson) è un agente federale sopra alle righe alle prese con un traffico d'armi; Andrew Fiddler (Eugene Levy) è un rappresentante di prodotti odontoiatrici che si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato. Due soggetti diametralmente opposti, il cui incontro darà vita ad una serie di situazioni a dir poco demenziali.

Queste sono le premesse de "La talpa", poliziesco tanto banale quanto esilarante.

Si capisce dalla terza inquadratura che la storia è soltanto un pretesto per mettere in scena una serie di simpatici siparietti fra i protagonisti. Le caratteristiche dei personaggi - macho cinico e volgare il primo quanto semplicione ed impacciato il secondo - sono del resto portate all'estremo proprio per accentuarne i contrasti.

Non vi aspettate un film di livello; non lo è... aspettavi di ridere di gusto invece, e non resterete delusi.

]]>
ghost in the shell - innocence /blog//post/ghost_in_the_shell_-_innocence.html /blog//post/ghost_in_the_shell_-_innocence.html cinema Fri, 11 Aug 2006 19:36:57 +0200 Cinema Anno 2032. In un mondo malsano e sempre più tecnologico, il detective cyborg Bateau, dell'unità anti-terrorismo Sezione 9, si trova ad indagare su una serie di anomali omicidi. Una serie di bambole robot, il cui unico scopo è l'intrattenimento sessuale del proprio "padrone", dà chiari segni di malfunzionamento; dopo aver massacrato il padrone, le bambole si suicidano in preda ad un'evidente crisi di identità.

Una storia che sembra presa da un qualsiasi poliziesco è il pretesto per un nuovo viaggio, al confine fra filosofia e noir, in un universo dove il linea fra uomo e macchina è sempre più sottile. Quando lo spirito abita il guscio, come si riesce a distinguere cosa è umano e cosa non lo è?

Pur condividendo i temi e parte dei personaggi, "Innocence" è solo apparentemente il seguito del "Ghost in the shell" uscito più o meno una decade fa. E` una storia autonoma, cui i miglioramenti in fatto di computer graphic regalano un impatto senz'altro superiore. Gli scenari sono impressionanti quanto opprimenti e, dove non si riesce ad arrivare con le immagini, provvede la colonna sonora a non far cadere la tensione e mantenere alto il livello di un'impianto narrativo semplice senza essere banale. Ottimi la caratterizzazione dei personaggi, che non cade nell'errore di essere semplicistica e secondaria rispetto alle dinamiche della storia, e lo spessore dei dialoghi - per quanto una certa distanza dalla sensibiltà orientale qualche volta si faccia sentire.

Non penso di rivederlo in DVD a breve, ma ve lo consiglio caldamente, anche se non siete particolarmente appassionati del genere animazione.

]]>
tokio drift /blog//post/tokio_drift.html /blog//post/tokio_drift.html cinema Sun, 30 Jul 2006 22:20:38 +0200 Avete mai desiderato di andare a vedere un film al cinema e poter tenere il cervello staccato dall'inizio alla fine? Una trama che sai come va a finire mentre leggi i titoli di testa, dialoghi che sono l'archetipo della banalità e facce sconosciute che interpretano personaggi assolutamente improbabili?

Ecco, "Tokio Drift" fa per voi.

Ultimo capitolo del filone "The fast and the fourious", con cui condivide solamente (per fortuna) auto ultra pompate ed un piccolo cameo di Vin Diesel, "Tokio drift" racconata le gesta di uno scapestrato adolescente con qualche problema legato alle corse in auto. Spedito dal padre in Giappone dopo l'ennesima bravata, il nostro non troverà di meglio da fare che mettersi nuovamente nei guai.

Due ore che scorrono comunque velocemente, narrando le gesta del buono, del cattivo, della bella e dell'antieroe tenebroso. Tutti a spazzolare l'asfalto anche quando non importa. Ma proprio il suo essere così evidentemente banale e non avere pretese di sorta finiscono per essere i punti di forza di una pellicola che si presenta per quello che è... un buon sottofondo per una mangiata mega di pop-corn.

Un modo come un altro per passare due ore di svago.

]]>
kyashan /blog//post/kyashan.html /blog//post/kyashan.html cinema Sat, 15 Jul 2006 15:20:09 +0200 Produzione giapponese del 2004 giunto adesso sui nostri schermi, "Kyashan - La rinascita" (Casshern in originale) è la trasposizione cinematografica del noto anime "Kyashan", trasmesso in Italia intorno la fine degli anni '70.

In un futuro in cui la terra è devastata da un guerra pluridecennale, il professor Azuma scopre un nuovo tipo di organismo cellulare in grado di autoreplicarsi. La scoperta consentirebbe la prosecuzione del genere umano, minacciato dalla guerra e dalle condizioni ambientali diventate ormai proibitive. Purtroppo, il processo di creazione di questa nuova specie cellulare sfugge completamente al proprio creatore, dando origine ad una nuova forma di vita umanoide (i neodroidi), il cui obiettivo è quello di sterminare gli esseri umani.

Per quanto la trama possa sembrare abbastanza scontata, il film ha molti punti a proprio favore e, purtroppo, altrettanti a proprio sfavore. Certamente è un film visivamente e musicalmente esaltante; le musiche passano da pezzi di musica classica contemporanea a brani metal in modo perfettamente sincronizzato con le immagini, sottolineando i momenti topici della narrazione. Visivamente parlando, le esperienze nel mondo dei videoclip del regista Kyria si concretizzano nella costruzione di scenografie che fanno largo omaggio a visioni tecnologiche anni '30 (in stile "Metropolis" per intenderci), supportate da un massiccio (ma per nulla spiacevole) uso di computer graphic e realizzate con evidente ispirazione all'opera di HR Giger. Impressionante per perfezione l'uso del monocromatico e la saturazione dei colori; un'atmosfera malsana pervade tutto il film, perfettamente in linea con le premesse della storia.

La parte debole dell'insieme, purtroppo, è la narrazione. Per quanto sia stato fatto un adattamento consistente dall'originale - l'epurazione o la rivisitazione di alcuni personaggi, così come di alcuni aspetti, non pesano troppo - molto, specie da un certo punto in poi, risulta criptico e decisamente pesante. Monologhi in stile teatrale usati senza particolare giudizio, riflessioni spesso oltre il limite della retorica e, dulcis in fundo, un desiderio di essere esplicativi fino in fondo non fanno certe bene.

Al di là di tutto, resta comunque il piacere di averlo visto, ed il rammarico di non poter vedere pellicole del genere con una certa frequenza.

]]>
nella morsa del ragno /blog//post/nella_morsa_del_ragno.html /blog//post/nella_morsa_del_ragno.html cinema Thu, 06 Jul 2006 19:19:27 +0200 Ripescato dagli scaffali e proiettato in questa calda serata estiva, Nella morsa del ragno è l'ennesimo capitolo della sfida detective vs. serial killer. Già questo dovrebbe dire parecchio sulla qualità della pellicola.

Stavolta, tanto per cercare di essere vagamente originali, ci troviamo di fronte ad una trama che vorrebbe svolgersi su binari paralleli, per regalare un colpo di scena finale degno di questo nome. Forse falliscono gli attori, fra cui si salva soltanto un Morgan Freeman che recita di mestiere e non certo di espressività, forse toppano gli sceneggiatori. Fatto sta che il necessario pathos non c'è... Le variazioni di ritmo sono assenti o superflue, le buone idee annegate in un mare di mediocrità che fa quasi rimpiangere di non aver fatto altro, piuttosto che rimanere davanti al piccolo schermo.

Non verrà ricordato, nè dai fan del genere, nè da coloro che qualche anno prima avevano apprezzato Il collezionista, con cui il film condivide il protagonista e, ovviamente, il tema.

Buono per riempire due ore, senza regalare troppa attenzione.

]]>