triplexity - between light and shadow
Sono rimasto abbastanza sorpreso nello scoprire che i Triplexity sono in
realtà un gruppo virtuale. I componenti non si sono mai incontrati,
collaborando ed elaborando la loro musica solo attraverso internet. Da
buon musicista tradizionale, in un primo momento ho storto un po' il naso,
consapevole di quale ruolo giochi la chimica personale nel processo
compositivo. Ora il mio naso è dritto ed il disco in questione suona
felicemente dalle mie casse. Ci sanno fare, eccome!
Il genere che questo terzetto virtuale propone è una bella mistura di jazz ed altro. Fra le varie tracce si scoprono facilmente influenze tribali ed anche qualche richiamo alle atmosfere della tradizione francese (questa almeno è la sensazione tutte le volte che sento suonare una fisarmonica o un bandenon e non sto ascoltando del tango). I brani spaziano dalle composizioni più soft basate su suoni eterei e ritmi lenti ai pezzi più energici, dove sax e percussioni reclamano la scena.
Il risultato è un insieme di note, armonioso e mai noioso, ottimo da usare come sottofondo - a mio avviso il vero ruolo del jazz per tutti coloro che non lo suonano. Riempie, e bene.
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