tokio drift

Avete mai desiderato di andare a vedere un film al cinema e poter tenere il cervello staccato dall'inizio alla fine? Una trama che sai come va a finire mentre leggi i titoli di testa, dialoghi che sono l'archetipo della banalità e facce sconosciute che interpretano personaggi assolutamente improbabili?

Ecco, "Tokio Drift" fa per voi.

Ultimo capitolo del filone "The fast and the fourious", con cui condivide solamente (per fortuna) auto ultra pompate ed un piccolo cameo di Vin Diesel, "Tokio drift" racconata le gesta di uno scapestrato adolescente con qualche problema legato alle corse in auto. Spedito dal padre in Giappone dopo l'ennesima bravata, il nostro non troverà di meglio da fare che mettersi nuovamente nei guai.

Due ore che scorrono comunque velocemente, narrando le gesta del buono, del cattivo, della bella e dell'antieroe tenebroso. Tutti a spazzolare l'asfalto anche quando non importa. Ma proprio il suo essere così evidentemente banale e non avere pretese di sorta finiscono per essere i punti di forza di una pellicola che si presenta per quello che è... un buon sottofondo per una mangiata mega di pop-corn.

Un modo come un altro per passare due ore di svago.

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