racconti di un albero curvo
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Ogni volta che mi capita per le mani un nuovo lavoro degli AKT provo sempre una certa emozione. Da una parte c'è un discorso affettivo, e dall'altra la consapevolezza che quanto andrò ad ascoltare varrà ogni secondo del tempo dedicato.
Dentrokirtos (albero curvo, in greco) è il loro ultimo lavoro e l'emozione è stata più grande del solito. Prima ancora di mettere il cd dentro allo stereo mi sono soffermato a sfogliare e leggere il bellissimo book allegato, segno di una qualità e di una dedizione che si percepiscono nettamente anche nella musica.
I pezzi sono sette (come i peccati capitali?) e, non fatevi illusioni, non sono affatto pezzi facili. Le radici affondano chiaramente nel progressive rock più classico - si colgono influenze dei King Crimson e dei Genesis - mentre tutto il resto è frutto di una meticolosa sperimentazione sonora, compositiva ed armonica che non si può fare a meno di ammirare, prima, e di cercare di comprendere poi.
Un disco per certi versi ermetico - come i suoi testi - ma affascinante ed estremamente seducente, per l'orecchio e per la mente.
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