niente di vero tranne gli occhi
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Avevo trovato il primo romanzo di Giorgio Faletti, "Io uccido", decisamente bello. Solido nella trama, coerente nelle ambientazioni, pieno di trovate interessanti. Questo secondo romanzo non ha nulla da invidiare all'opera d'esordio.
Un serial killer compone le sue vittime come i personaggi dei Penauts di Charles Schultz. Un ex-poliziotto del distretto di New York ed un commissario Italiano indagano su queste artistiche quanto pittoresce esecuzioni, scavando nelle nebbie del passato, analizzando le immagini della memoria.
Molto cinematografico nello stile, nei dialoghi e nelle situazioni, "Niente di vero tranne gli occhi" è un romanzo tutt'altro che lineare. Ricco di sottotrame, di personaggi e di trovate che in un altro contesto potrebbero certamente essere esilaranti, costruisce pagina dopo pagina un puzzle complesso e ricco di sfumature. Nessun regalo anticipato al lettore, nessuna facile intuizione, nessun colpo di scena messo lì per il gusto di stupire.
Un libro scritto con onestà e pazienza, svelto nella lettura ma che richiede tempo e ripaga le attese che crea. Un romanzo di genere, certo, ma assolutamente non banale.
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