museo rosenbach - zarathustra
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Inizio anni 70... la musica stava cambiando, lungo il solco tracciato solamente qualche anno prima dai King Crimson e dal loro Re Cremisi. Nuovi gruppi, nuove sonorità, nuovi modi di concepire le canzoni si affacciavano sempre più rapidamente sugli scaffali dei negozi di dischi. Tra questi molte band italiane: Banco del mutuo soccorso, PFM, Area... alcuni di questi gruppi sono attivi ancora oggi, talvolta solo pallide ombre della grandeur musicale espressa un tempo, altri, come il Museo Rosenbach, sono spariti, lasciando piccole ma significative schegge di memoria.
"Zarathustra" è il loro primo, e da un certo punto di vista unico, lavoro ad aver visto la luce. Largamente ispirato dal "Così parlò Zarathustra" di Nietsche, è un'opera che non rispetta alcuno schema musicale canonico. Su un tappeto di tempi dispari (così splendidamente opposti al 4/4 consueto) si alternano momenti di possente e rabbiosa musicalità ed altri di melodia evocativa, intrecciati in un complesso ed armonioso arabesco di suoni.
Il pezzo di apertura è una suite di venti minuti così varia e complessa da lasciare senza fiato... gli altri tre che compongono il disco ne sono il degno contorno. Il tutto creato con lucidità e coerenza ed orchestrato ed eseguito a livelli altissimi.
Un'opera purtroppo difficile da trovare, ma splendida ed assoluta.
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