la furia
Monumentale pilastro centrale della trilogia di Magdeburg, "La furia" arriva nelle librerie poco dopo un anno dall'uscita del suo predecessore, "L'eretico". Dalle sue pagine, nuove sentieri della distruzione e dell'abiezione umana vengono svelati, a tinteggiare un affresco, se possibile, ancora più cupo e sanguinario.
La guerra dei trent'anni prosegue senza tregua, con il suo corteo di morte, pestilenza e follia, mentre il fato dei protagonisti comincia ad intrecciarsi disegnando nuovi e contorti sviluppi nella narrazione. Intrighi di potere salgono in primo piano, mentre Magdeburg, città ribelle sulle rive dell'Elba, impone i suoi contorni sempre più definiti su di uno sfondo rosso come il sangue e nero come la morte.
Volume menumentale, come dicevo. Oltre ottocento pagine che si leggono con la facilità ed il desiderio tipico dei romanzi di Altieri. Poco spazio alle riflessioni e molto agli eventi, che si susseguono rapidi collegando presente e passato (e futuro?) dei protagonisti. Spade si incrociano, alleanze si stringono o si spezzano, fiumi di sangue scorrono.
In attesa della fine.
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