white noise | 2006 /blog//2006.html white noise il segmento necessario /blog//post/il_segmento_necessario.html /blog//post/il_segmento_necessario.html musica Tue, 26 Dec 2006 15:56:43 +0100 A volte mi riconcilio con il mio passato di musicista... vengo colto da inarrestabili nostalgie ed allora, per mia fortuna, posso mettere mano, od orecchio, a quella che è stata la produzione musicale dei miei vent'anni, o comunque la sua eredità.

Il segmento necessario è uno dei lavori degli AKT, forse il più accessibile all'orecchio non abituato. Una miscela di sperimentazione e progressive puro - si riconoscono facilmente influenze dei Genesis e dei King Crimson - ma, soprattutto, un cocktail di cuore e anima che si mescola nelle note e nelle armonie. E, cosa non meno importante, nelle parole.

Un lavoro autoprodotto e di ottima qualità, scritto e suonato per se stessi e, forse proprio per questo motivo, così ricco di sensazioni. Non posso ovviamente essere obiettivo nel giudicare, quindi vi invito caldamente all'ascolto. Si può scaricare dal sito del gruppo (insieme al resto della loro produzione musicale e non).

Dormi, veglia, forse sogna
Forse resta senza segni
Corri carne d'ingranaggio
Nel segmento necessario

    -- Macchine pt. II
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la morte dei miracoli /blog//post/la_morte_dei_miracoli.html /blog//post/la_morte_dei_miracoli.html musica Sun, 17 Dec 2006 13:31:37 +0100 Musica

Mai stato un grande fan del genere hip hop. Suoni interessanti ma troppo lontano da me nelle sue radici. Cultura da ghetto, ostentata con aggressività estrema, e archetipi buffi, nella migliore delle ipotesi.

Faccio volentieri uno strappo alle regole dei miei gusti musicali per Frankie HI NGR MC, alfiere dell'hip hop nostrano che per una volta non scimmiotta gli umori a stelle e strisce ma, pur rimanendo coerente con i dogmi del genere, racconta cose che sono più vicine a noi.

"La morte dei miracoli" è un lavoro di altissimo livello, sia per gli arrangiamenti sia, e soprattutto, per le rime. Attento osservatore della realtà circostante, Frankie snocciola parola dopo parola, evitando il banale e la rima scontata. Tagliente, provocatorio ed intelligente, fa riflettere rimanendo leggero, e resta leggero senza diventare impalpabile.

Un artista.

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ripulire windows 98 /blog//post/ripulire_windows_98.html /blog//post/ripulire_windows_98.html sysadmin windows Sun, 10 Dec 2006 12:50:10 +0100 Vi sorprenderà sapere che ci sono ancora in giro un sacco di installazioni di Windows 98. Vuoi perchè la gente si è tenuta alla larga da quell'abominio di Millennium, vuoi perchè l'hardware non regge XP e non si ha voglia di fare un upgrade.

Considerate che, nella maggior parte dei casi, le installazioni di Windows 98 sono sporche da fare paura: personalizzazioni di ogni tipo (cursori, icone, temi etc.), software di varia origine installato e rimosso, incuria generale nel fare pulizia. Garantito che il pc un tempo performante ora sembra Budda in meditazione.

Per ripulire un'installazione del genere esiste un unico modo sicuro:

  • backup dei dati
  • formattazione del disco
  • reinstallazione del sistema
  • ripristino delle applicazioni
  • ripristino dei dati

Non tutte queste operazioni sono banali, specie se l'incauto utente ha hardware particolare e non ha più i driver a disposizione.

In quest'ultimo caso, l'approccio manuale è l'unico percorribile. Operazione lenta e di compromesso; parecchia sporcizia resterà in giro, ma almeno si riacquisterà una qualche parvenza di performance.

Le cose da fare in realtà sono abbastanza lineari:

  • rimuovere tutte le applicazioni inutili (nella speranza che si riesca a farlo in automatico, altrimenti si deve andare di scalpello e toglierle a mano)
  • togliere tutti i temi, cursori e altre amene quanto inutili personalizzazioni
  • togliere tutto ciò che non serve dall'avvio automatico
  • usare msconfig per dare un'ulteriore limata alla configurazione di sistema (e agire su quei file di cui non si conosceva nemmeno l'esistenza)
  • mettere mano al registro di sistema usando regedit, cosa che inevitabilmente dovrete fare dato l'alto numero di porcherie che rimarranno in giro dopo i passi precedenti

Ovviamente questa è poco più di una check-list; per una trattazione completa consiglio di fare ricerche in internet, specie se non siete esperti.

Consiglio anche di assumere caffeina e somministrare un ansiolitico all'utente che, quasi sempre, sarà molto preoccupato mentre gli fate a fette il sistema :)

Ecco, alla fine, forse funzionerà tutto.

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marilyn manson - lest we forget /blog//post/marilyn_manson_-_lest_we_forget.html /blog//post/marilyn_manson_-_lest_we_forget.html musica Tue, 05 Dec 2006 21:53:35 +0100 Musica

Non credo che sia possibile scindere la musica di Marilyn Manson da quella che è la sua manifestazione visiva. In un qualche modo la prima ha bisogno della seconda e viceversa.

Lest we forget è un cofanetto con un'antologia di alcuni brani rappresentativi dell'artista e con una variegata raccolta di video. Per quanto forse non sia il massimo della produzione musicale del nostro, rende bene - dal punto di vista antologico evolutivo - il percorso artistico di questo signore altissimo ed al limite dell'anoressia, che ha alterato il suo corpo fino a rendersi un grottesco recipiente per ogni genere di dissacrante bassezza si riesca ad immaginare.

Mentre i più sensibili potranno inorridire di fronte alle liriche blasfeme, acide e nichiliste, i più resistenti potranno cimentarsi nella visione di una produzione di clip che non lascia niente all'immaginazione, e fa dell'esagerazione voluta e marcia un simbolo di decadenza umana e morale.

Sul versante musicale, si segnala qualche pezzo interessante, specie per quanto riguarda i primi lavori. Ritmi duri e un tocco di sound industriale che non guasta. Poi si degenera, rimanendo nel limbo del "senza infamia e senza lode". Tutto il resto sono esagerazioni gratuite troppo spinte per essere prese seriamente.

In fin dei conti, divertente.

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dwm 2.4 /blog//post/dwm_2.4.html /blog//post/dwm_2.4.html tools unix Sat, 02 Dec 2006 20:14:37 +0100 Ho appena aggiornato dwm alla versione 2.4. Negli ultimi tempi lo sviluppo è proseguito senza troppi clamori; a parte qualche piccolo ritocco alla minimale interfaccia, gli sforzi si sono soprattutto concentrati su bugfix e altre modifiche sotto la superficie.

Questa release a qualcosa di interessante in più su cui forse vale la pena spendere due parole. Per chi è abituato ad usare il tiled mode, è possibile sganciare una o più finestre e renderle fluttuanti al di sopra delle altre (che prontamente si riadatteranno al maggior spazio disponibile).

Al momento non ho nessun esempio concreto di utilizzo, ma questo piccolo incremento di flessibilità mi dà buone sensazioni...

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babel /blog//post/babel.html /blog//post/babel.html cinema Thu, 23 Nov 2006 14:53:38 +0100 Cinema

Quattro storie che si intrecciano... Una coppia americana in vacanza nel deserto marocchino, una governante messicana che vuole essere presente al matrimonio del figlio, una famiglia di pastori che acquistano un fucile per tenere lontani gli sciacalli dal loro gregge, un'adolescente giapponese sorda che sogna di avere la sua prima relazione sentimentale.

Babel è questo. Una mescolanza di avvenimenti ed una mescolanza di idiomi. Tutto apparentemente slegato ed incomprensibile, come le lingue che parlano i protagonisti delle storie. Ma mentre la narrazione avanza, si comincia a comprendere che c'è qualcosa di più sottile e profondo che può avere ragione della babele che il regista Alejandro Gonzalez Inarritu ha messo in scena. Una comunanza di sentimenti, come una lingua universale che supera le barriere di suoni così diversi tra loro. Così come si comprende che le vicende di vita raccontate non sono così slegate come sembrano.

Un film ben girato, basato su un minuscolo quanto perfetto meccanismo di interconnessioni che richiede pazienza ed arte per essere messo in piedi senza risultare banale. Bravi gli attori - professionisti e non - e ottimo pure tutto il resto. Rischiava di essere l'ennesima pellicola cerebrale ed un po' snob, invece è un film profondo, a maturazione lenta, che esige attenzione per essere apprezzato e riflessione per essere capito. Uno sforzo ripagato.

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king crimson - the power to believe /blog//post/king_crimson_-_the_power_to_believe.html /blog//post/king_crimson_-_the_power_to_believe.html musica Sun, 19 Nov 2006 13:26:42 +0100 Musica

Una premessa doverosa nei confronti di chi legge: sono un fan dei King Crimson, quindi potrei non essere completamente obiettivo nelle mie esternazioni. Detto questo, sono assolutamente convinto che apprezzare o meno i loro lavori sia una mera questione di attitudine all'ascolto.

Se si si ferma alla superficie, questo "The power to believe" può sembrare un nero monolito di durezza insolita. Suoni pesanti, chitarre distorte, ritmi lenti e marcati che sono tipici del metal di fine millennio. Ad un primo ascolto il quadro d'insieme rimane sfuocato e confuso, quasi incomprensibile.

Ma se avrete pazienza di andare a fondo, di superare la superficie del monolito, apprezzerete un'altra perla della genialità del Re Cremisi e del suo bardo, Robert Fripp.

"The power to believe" racconta di un modo corrotto, cupo ed opprimente dove comunque una flebile speranza riesce a penetrare. Via via che le tracce avanzano i suoni si addolciscono ed il disegno diventa nitido nelle sue tinte e nei suoi contrasti. Suoni duri si alternano a freddi arpeggi, le armonie diventano meno criptiche e le senzazioni sempre più forti, il groviglio di suoni si fa meno inestricabile... tutto è funzionale alla narrazione ed a tratteggiare un affresco di inaudita complessità.

Di perfetta complessità.

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a little peace and quiet /blog//post/a_little_peace_and_quiet.html /blog//post/a_little_peace_and_quiet.html scatti Fri, 17 Nov 2006 16:37:16 +0100 a little peace and quiet

Dopo una settimana lievemente dura, qualche giorno in un posto così non farebbe male...

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ikiwiki 1.32 /blog//post/ikiwiki_1.32.html /blog//post/ikiwiki_1.32.html tools web Fri, 17 Nov 2006 16:30:07 +0100 Era da un po' che non postavo qualcosa su ikiwiki; non tanto perchè lo sviluppo si fosse arenato, tutt'altro, quanto perchè, vuoi per ragioni di tempo, vuoi perchè non uso tutte le feature che mette a disposizione, non avevo niente di interessante da dire.

Ho appena aggiornato alla versione 1.32 (prestissimo sarà disponibile la 1.33, già annunciata) e, oltre alla solita piacevole assenza di problemi nel processo di upgrade, ho potuto toccare con mano l'incremento di prestazioni che Joey Hess aveva indicato come maggiore improvement in questa versione.

La rigenerazione di tutte le pagine del mio sito e di questo blog ha richiesto una frazione del tempo che richiedeva prima. Veramente notevole.

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iron maiden - piece of mind /blog//post/iron_maiden_-_piece_of_mind.html /blog//post/iron_maiden_-_piece_of_mind.html musica Sun, 12 Nov 2006 16:35:03 +0100 Musica

Ho ritirato giù dallo scaffale l'album in questione; quarto della carriera degli Iron Maiden, a stento dimostra i suoi ventitre anni.

Da molti "Piece of mind" è stato classificato, a torto secondo me, come il primo gradino della scalinata discendente del gruppo inglese... sia o non sia è un album che conserva, nonostante la polvere, tutta la sua energia. I suoni sono forse meno ruvidi dei lavori precedenti, e le composizioni più articolate - l'influsso di Bruce Dickinson e della sua laurea in storia e letteratura cominciano a farsi sentire - ma il risultato finale secondo me è notevole.

Tralascio qualsiasi considerazione sulle capacità tecnico espressive dei musicisti, dato che sarebbe un'esercizio inutile. Segnalo soltanto questi pezzi che ritengo imperdibili:

  • Revelation
  • The trooper
  • Still life
  • Quest for fire
  • Sun and steel
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benvenuto nella giungla /blog//post/benvenuto_nella_giungla.html /blog//post/benvenuto_nella_giungla.html distonie security techworld Sat, 11 Nov 2006 20:26:29 +0100 Qualcuno tempo fa aveva sentenziato che internet è un luogo ostile. Se per caso ci fosse bisogno di conferma a queste parole, ecco un piccolo estratto dei pacchetti scartati dal firewall della mia rete di casa nelle ultime tre ore:

ronin:~# adcfw-log -s prefix /var/log/syslog

adcfw-log - PREFIX SUMMARY: 14634 entries

TOTAL PACKETS     PREFIX
===========================================================
         9978     IN REJ TCP
         4623     IN REJ UDP
           33     IN REJ ICMP

Se a questo aggiungiamo anche che nelle ultime settimane lo spam è praticamente raddoppiato, comincio a sentirmi come la protagonista di" Welcome to the jungle" dei Guns'n'Roses :)

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curses e perl /blog//post/curses_e_perl.html /blog//post/curses_e_perl.html devel geek perl Tue, 07 Nov 2006 23:11:28 +0100 Dopo aver lavorato, con una certa soddisfazione, con il binding per perl di GTK2, ho provato ad avventurarmi nella selva delle interfacce terminale. Sono incappato nel modulo Curses::UI, che fornisce una semplice interfaccia ad oggetti per creare un certo numero di widget di uso comune. La libreria è ben documentata, ed il codice di esempio fornito molto utile per realizzare in breve tempo qualcosa di funzionante.

Purtroppo la gestione keyboard driven è leggermente meno intuitiva di quella basata su mouse, per cui ho riscontrato tutta una serie di comportamenti buffi a cui non ero preparato (specie nella gestione del focus dei vari oggetti).

Altra cosa che mi ha spiazzato non poco sono state le difficoltà in fase di debugging. Per come viene gestito l'output, il debugger perl è praticamente inservibile. Per fortuna è possibile ridirigere lo standard error su un file e, attivando l'opzione di debug della libreria, si riesce a creare un file di trace tutto sommato utile.

Al di la di questi piccoli inconvenienti, sicuramente superabili con una lettura più approfondita della documentazione ed una maggior pratica nell'utilizzo, Curses::UI mi sembra un buono strumento per realizzare qualcosa che consenta un minimo di interazione con l'utente. Magari non adattissimo per cose particolarmente complesse, ma comodo da avere a portata di mano.

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per cosa si uccide /blog//post/per_cosa_si_uccide.html /blog//post/per_cosa_si_uccide.html letture Sun, 22 Oct 2006 22:39:10 +0200 Letture

Per cosa si uccide... questo prova a capire l'ispettore Michele Ferraro, nella sua routinaria vita di poliziotto alla periferia di una Milano frenetica e vitale. Perso nelle sue indagini, dietro a criminali che a guardarli bene sembrano persone normalissime, intento a tenere insieme i pezzi della sua vita noiosa e grigia come il cielo della metropoli.

Un giallo in cui gli omicidi, le rapine, lo spaccio e tutto il resto sembrano solo il pretesto per raccontarci Milano, la sua periferia, i suoi abitanti, la sua vita pulsante e talvolta nascosta. Quattro storie di crimine ordinario, ben costruite e ben raccontate. Forse un po' banali o un po' strampalate, ma non per questo meno coinvolgenti.

Un libro che scorre, che si legge bene e che si apprezza pagina dopo pagina, mano a mano che si impara a conoscerne i protagonisti. Finisce che ci si sente davvero, a Milano. Almeno un po'. E finisce che si capisce anche per cosa si uccide.

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museo rosenbach - zarathustra /blog//post/museo_rosenbach_-_zarathustra.html /blog//post/museo_rosenbach_-_zarathustra.html musica Thu, 19 Oct 2006 20:44:01 +0200 Musica

Inizio anni 70... la musica stava cambiando, lungo il solco tracciato solamente qualche anno prima dai King Crimson e dal loro Re Cremisi. Nuovi gruppi, nuove sonorità, nuovi modi di concepire le canzoni si affacciavano sempre più rapidamente sugli scaffali dei negozi di dischi. Tra questi molte band italiane: Banco del mutuo soccorso, PFM, Area... alcuni di questi gruppi sono attivi ancora oggi, talvolta solo pallide ombre della grandeur musicale espressa un tempo, altri, come il Museo Rosenbach, sono spariti, lasciando piccole ma significative schegge di memoria.

"Zarathustra" è il loro primo, e da un certo punto di vista unico, lavoro ad aver visto la luce. Largamente ispirato dal "Così parlò Zarathustra" di Nietsche, è un'opera che non rispetta alcuno schema musicale canonico. Su un tappeto di tempi dispari (così splendidamente opposti al 4/4 consueto) si alternano momenti di possente e rabbiosa musicalità ed altri di melodia evocativa, intrecciati in un complesso ed armonioso arabesco di suoni.

Il pezzo di apertura è una suite di venti minuti così varia e complessa da lasciare senza fiato... gli altri tre che compongono il disco ne sono il degno contorno. Il tutto creato con lucidità e coerenza ed orchestrato ed eseguito a livelli altissimi.

Un'opera purtroppo difficile da trovare, ma splendida ed assoluta.

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niente di vero tranne gli occhi /blog//post/niente_di_vero_tranne_gli_occhi.html /blog//post/niente_di_vero_tranne_gli_occhi.html letture Sun, 15 Oct 2006 12:20:34 +0200 Letture

Avevo trovato il primo romanzo di Giorgio Faletti, "Io uccido", decisamente bello. Solido nella trama, coerente nelle ambientazioni, pieno di trovate interessanti. Questo secondo romanzo non ha nulla da invidiare all'opera d'esordio.

Un serial killer compone le sue vittime come i personaggi dei Penauts di Charles Schultz. Un ex-poliziotto del distretto di New York ed un commissario Italiano indagano su queste artistiche quanto pittoresce esecuzioni, scavando nelle nebbie del passato, analizzando le immagini della memoria.

Molto cinematografico nello stile, nei dialoghi e nelle situazioni, "Niente di vero tranne gli occhi" è un romanzo tutt'altro che lineare. Ricco di sottotrame, di personaggi e di trovate che in un altro contesto potrebbero certamente essere esilaranti, costruisce pagina dopo pagina un puzzle complesso e ricco di sfumature. Nessun regalo anticipato al lettore, nessuna facile intuizione, nessun colpo di scena messo lì per il gusto di stupire.

Un libro scritto con onestà e pazienza, svelto nella lettura ma che richiede tempo e ripaga le attese che crea. Un romanzo di genere, certo, ma assolutamente non banale.

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postfix sender rewriting /blog//post/postfix_sender_rewriting.html /blog//post/postfix_sender_rewriting.html networking sysadmin unix Sat, 14 Oct 2006 15:27:29 +0200 Normalmente uso il mio client di posta preferito per spedire messaggi di posta elettronica; di conseguenza, l'indirizzo e-mail che viene utilizzato è un indirizzo valido. Ma quando le e-mail vengono inviate in automatico da demoni, script e altri aggeggi, conviene fare qualcosa per accertarsi che il mittente non sia un indirizzo e-mail appartenente al vostro dominio privato.

Per chi utilizza postfix, la cose si risolve in modo abbastanza semplice. Nel mio caso, ho necessità di fare in modo che tutti i messaggi inviati automaticamente da tutte le macchine della mia rete privata risultino spediti dal mio indirizzo e-mail pubblico. Utilizzo un mail server unico per servire tutta la rete.

sender canonical maps

La prima cosa da fare è creare il file /etc/postfix/sender_canonical. Il mio contiene quanto segue:

/adotti\@.*.nowhere.local/      alessandro@hyboria.org

Una volta creato/modificato il file in questione, occorre trasformarlo in un formato utile per postfix:

$ postmap /etc/postfix/sender_canonical

Fate riferimento alla man page di canonical(5) per informazioni complete su come utilizzare le canonical_maps.

(ri)configurare postfix

Modificate il vostro /etc/postfix/main.cf aggiungendo la seguente riga:

sender_canonical_maps = pcre:/etc/postfix/sender_canonical

e riavviate il servizio.

NB: per mia comodità ho utilizzato nel file sender_canonical delle espressioni regolari perl-compatibili (pcre). Sono ovviamente supportate anche le espressioni regolari standard... basta sostituire pcre con regexp e modificare le regole contenute in sender_canonical di conseguenza. Potete fare riferimento alle man page pcre_table(5) e regexp_table(5) per maggiori dettagli.

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dwm 1.9 e patch /blog//post/dwm_1.9_e_patch.html /blog//post/dwm_1.9_e_patch.html geek tools unix Fri, 13 Oct 2006 18:47:10 +0200 dwm è ormai arrivato alla versione 1.9. Ultimamente sono stati fatti un po' di esperimenti da parte dell'autore per decidere se, e cosa, inserire nella mainline del codice contribuito dagli utenti di questo minimalistico windows manager. Qualcosa è stato inserito, alcune feature sono state tolte ed il codice in generale ripulito. Il risultato è una release che dovrebbe essere quanto più possibile completa e definitiva (ma non si può mai sapere...).

Delle patch contribuite dai diversi partecipanti alla mailing list del progetto è stata fatta una raccolta pubblicata sul sito ufficiale. Di mio, ve ne segnalo una che trovo molto utile:

bottom stack patch

Consente di modificare l'orientamento delle colonne in cui viene diviso lo schermo da verticale ad orizzontale. Una manna se dovete analizzare dei log o modificare dei file con righe molto lunghe e non volete ricorrere a finestre massimizzate.

Basta patchare i sorgenti, modificare il file di configurazione e ricompilare... come al solito :)

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sentieri /blog//post/sentieri.html /blog//post/sentieri.html scatti Tue, 10 Oct 2006 22:33:10 +0200 sentieri

Un passo dopo l'altro, lungo una traccia sempre più incerta, verso un limpido infinito

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miami vice /blog//post/miami_vice.html /blog//post/miami_vice.html cinema Sun, 08 Oct 2006 17:35:13 +0200 Cinema

In un periodo in cui a Hollywood piace tirare giù dagli scaffali vecchi serial televisi per farne adattamenti per il grande schermo, non poteva mancare "Miami Vice".

In una Miami sfavillante e kitsch come non mai, i detective Crockett (Colin Farrel) e Tabbs (Jamie Foxx) giocano il ruolo degli infiltrati, sporcandosi le mani con trafficanti di droga e delinquenti di ogni genere e camminando pericolosamente sul filo sottile che separa la legge dal crimine.

Non certo innovativo come la serie da cui prende spunto, "Miami Vice" resta un ottimo film. Eccessivo quel tanto che basta per non risultare stucchevole o inverosimile, somiglia molto ad un telefilm; vuoi il ritmo, vuoi la regia - Michael Mann è un garanzia in certe situazioni - vuoi una storia solida senza essere troppo complessa. Impreziosito da qualche trovata stilistica interessante - ed inusuale per il genere - mantiene alta la tensione e ripaga ampiamente lo spettatore.

Se non vi lasciate prendere dal gioco dei paragoni, non troverete assolutamente nulla fuori posto; se invece decidete di provarci, qualcosa che manca forse c'è, ma può darsi che si tratti solo di uno scherzo giocato dalla nostalgia.

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munin /blog//post/munin.html /blog//post/munin.html sysadmin tools unix Wed, 04 Oct 2006 22:34:47 +0200 Dopo aver letto un paio di articoli sui feed che seguo di solito, ho deciso di provare ad installare munin ed utilizzarlo nella mia rete di test. Ho usato la versione 1.2.3 pacchettizzata per Debian/Sarge.

Installazione

Non mi dilungherò sulla procedura di installazione; in Debian si riduce ad un:

apt-get install munin munin-node

Terminato il download e l'installazione dei pacchetti, munin è già pronto per essere utilizzato. Vengono infatti rilevati tutti i servizi presenti sulla macchina ed installati tutti i plugin necessari (se disponibili).

Puntate il vostro browser all'indirizzo http://localhost/munin/ e potrete redervi conto di persona di cosa si tratta.

Nota: vi consiglio di verificare anche i pacchetti che vengono indicati come "raccomandati" e "suggeriti"; qualche plugin potrebbe averne bisogno.

Plugin

La quantità disponibile di plugin è notevole. Non tutto viene attivato in automatico, ma attivare plugin supplementari è molto semplice, basta creare dei link simbolici nella cartella contente i file di configurazione di munin. Unica eccezione, fra le cose che ho provato, riguarda apache. Per poterlo monitorare occorre agire sulla sua configurazione (niente di complicato).

Altre cose

Un paio di altre cose che giudico interessanti ma che non ho avuto ancora il tempo di testare riguardano l'impostazione di allarmi al verificarsi di condizioni critiche o comunque di attenzione - a quanto pare gli allarmi possono essere inviati per e-mail o integrati con nagios - e la creazione di grafici personalizzati.

Per chi fosse interessato ad approfondire, rimando al sito ufficiale. Troverete tutta la documentazione che desiderate.

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bind e problemi con rndc /blog//post/bind_e_problemi_con_rndc.html /blog//post/bind_e_problemi_con_rndc.html networking sysadmin Fri, 29 Sep 2006 21:42:20 +0200 Qualche giorno fa mi sono accorto che la mia installazione locale di bind ha iniziato a fare un po' le bizze:

    named[388]: none:0: open: /etc/bind/rndc.key: permission denied
    named[388]: couldn't add command channel 127.0.0.1#953: permission denied

Ovviamente, nessuna traccia di qualcosa in ascolto sulla porta 953 (la porta di default usata per il canale di controllo remoto da bind); altrettanto ovvio il problema di permessi.

Cercando in rete sono incappato in questo bug report di Debian (sul server in questione gira una sarge):

After applying the security update from DSA-1172 to two Sarge systems that I run the permissions of /etc/bind/rndc.key are set to bind:bind 0640. This prevents rndc from communicating with the daemon and leads to failure at the next time someone attempts to stop or reload the daemon via rndc.

The problem is fixed by reverting the permissions of /etc/bind/rndc.key to root:root 0640 as it was before the upgrade.

Rapido ed indolore da sistemare... applicate le modifiche all'ownership del file in questione e riavviato il servizio.

    ronin:~# rndc status
    number of zones: 7
    debug level: 0
    xfers running: 0
    xfers deferred: 0
    soa queries in progress: 0
    query logging is OFF
    server is up and running
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iceberg slim - il pappa /blog//post/iceberg_slim_-_il_pappa.html /blog//post/iceberg_slim_-_il_pappa.html letture Thu, 28 Sep 2006 21:49:48 +0200 Letture

Se ne stava seduto al volante della sua Hog nuova di zecca, con le sue puttane a latrare nel silenzio del prima mattino, stravaccate sul sedile posteriore. L'aria appestata dal lezzo di una notte di lavoro, il naso bruciato dalla cocaina ed in testa il solo desiderio di dare un valore al rotolo del lecco della nottata.

Queste poche righe credo possano essere un riassunto abbastanza fedele di quanto troverete leggendo "Il pappa", biografia romanzata di Iceberg Slim, una delle figure di spicco delle criminalità del ghetto nero americano, a cavallo fra gli anni trenta e cinquanta.

Nel fiume di volgarità e nel linguaggio sboccato oltre ogni limite, scorrono le immagini di una vita votata ad uscire dalla povertà di un'infanzia difficile, a diventare qualcuno. E Iceberg Slim, a suo modo, a diventare qualcuno ci è riuscito. Pappa di primo livello - droga, auto lussuose e bei vestiti - trascorre i suoi primi quarant'anni a (far) battere le strade ed a godersi i frutti del suo talento di protettore. Anni passati nel vortice veloce, rimanendoci dentro nonostante il carcere ed altri piccoli imprevisti della vita.

Quella di scrittore è la sua seconda vita, cominciata a costruire nel momento in cui decide di rigare dritto, e questo è il primo frutto della sua nuova incarnazione.

Un libro che prima sconcerta, poi cattura. Sincero per la sua crudezza e la sua violenza senza filtri, è un dipinto molto realistico di uno stile di vita e di un mondo sporco e volgare come, ed oltre, i suoi protagonisti.

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maneggiare vcard /blog//post/maneggiare_vcard.html /blog//post/maneggiare_vcard.html devel geek perl Thu, 21 Sep 2006 21:18:30 +0200 vCard è un formato di scambio di dati personali abbastanza diffuso e supportato da una certa varietà di dispositivi. Risulta quindi molto comodo per gestire il proprio archivio di contatti e mantenerlo sincronizzato, ad esempio, con il proprio telefono cellulare.

Se siete interessati a dare un'occhiata approfondita al formato utilizzato dalle vCard potete fare riferimento alla RFC2426, che ne descrive in modo esaustivo tutti gli aspetti.

Ho passato un paio di giorni fa un'oretta a giocare un po' con alcune delle vCard che, nel tempo, mi sono state inviate per posta elettronica da amici e corrispondenti vari. In particolare, ero interessate a costruire un qualcosa che mi permettesse di visualizzare una card in modo più agevole rispetto al formato nativo (testuale e comunque leggibile).

Avendo voglia di scrivere un po' di codice perl, ho utilizzato il modulo Text::vCard - facilmente reperibile su CPAN. La libreria in questione è ben fatta e, per quanto non ancora completa, molto semplice da usare. Non è ancora possibile gestire le informazioni di tipo binario (foto, sample sonori etc.), e l'export nel formato vCard non gestisce (ancora) correttamente l'escape dei caratteri, ma se il vostro obiettivo è la sola visualizzazione, questo modulo semplifica di molto il lavoro.

Se avete voglia di vedere un po' di codice reale, scaricate vcfreader.pl e giocateci liberamente. Penso che possa essere un buon punto di partenza.

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mutt e pgp /blog//post/mutt_e_pgp.html /blog//post/mutt_e_pgp.html geek security tools unix Sun, 17 Sep 2006 11:55:16 +0200 Mutt è, con ogni probabilità, lo strumento per leggere la posta più versatile ed efficiente che ci sia. Superato l'impatto con un'interfaccia a terminale che riporta alla mente tempi antichi, ci si abitua quasi immediatemente alle comodità che offre, specie se la mole di posta elettronica che si gestisce giornalmente è grossa.

Recentemente ho cercato di migliorare la mia gestione dell'uso di gpg per firmare le e-mail quando ne ho necessità. Non ne faccio un sistematico, ma ci sono diverse situazioni in cui mi è utile apporre la mia firma digitale ai messaggi in uscita.

La versatilità di Mutt offre un discreta quantità di parametri di configurazione, e bisogna dire che i default impostati sono saggi e consentono un'uso di gpg praticamente immediato. Ho comunque limato qualche piccolo spigolo. Questo è il pezzo di configurazione personalizzato che ho aggiunto al mio muttrc:

# non firmare automaticamente tutti i messaggi in uscita
#
unset crypt_autosign

# non cifrare automaticamente tutti i messaggi in uscita
#
unset crypt_autoencrypt

# cifra automaticamente le risposte a messaggi cifrati
#
set crypt_replyencrypt

# firma automaticamente le risposte a messaggi firmati
#
set crypt_replysign
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slevin /blog//post/slevin.html /blog//post/slevin.html cinema Wed, 13 Sep 2006 22:15:26 +0200 Cinema

Slevin Kelevra è la persona sbagliata al momento sbagliatissimo. Scambiato per un incallito giocatore di cavalli, si troverà improvvisamente al centro degli interessi di due boss criminali rivali. L'uno, che gli commissiona un omicidio come saldo di un debito di gioco, l'altro che il debito di gioco lo vuole invece onorato. Completano questa situazione alquanto complicata un impassibile quanto letale killer, una vicina di casa simpatica e casinista ed un detective decisamente insidioso.

Letta così, sembra più la trama di una commedia che di un poliziesco, ma Slevin è un noir di quelli seri e ben fatti. Un cast d'eccezzione - Josh Hartnett, Morgan Freeman, Ben Kingsley, Bruce Willis, Lucy Liu, Stanley Tucci - dove ognuno è calato perfettamente nei panni del proprio personaggio, senza rinunciare ad una buona dose di ironia che sarà, almeno fino ad un certo punto, il leit motive del film.

Ma l'ironia e le situazioni paradossali sono soltanto un espediente con cui mettere a proprio agio lo spettatore, per prepararlo al momento in cui tirare le somme. E quando la pellicola giunge al repentino cambiamento si apprezza ancora di più la solidità della trama; nessuna sbavatura e nessuna soluzione di continuità. Un attimo di smarrimento poi tutto diventa chiaro, ed il mosaico si completa.

Ottimo.

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dwm 1.5 /blog//post/dwm_1.5.html /blog//post/dwm_1.5.html geek tools unix Sat, 09 Sep 2006 12:36:18 +0200 Era da un po' che non parlavo di dwm, non tanto perchè lo sviluppo si fosse arrestato (tuttaltro), quanto perchè le ultime release di sono concentrate sopratutto nel sistemare bug e piccole altre cose.

La versione 1.5 è appena stata rilasciata, e contiene una feature aggiuntiva che personalmente trovo molto comoda. E' possibile allargare/restringere la dimensione della master column al volo; gli incrementi sono configurabili, al solito, nel file config.h. Niente più compilazioni supplementari nel caso vi accorgeste che per fare una particolare operazione avete bisogno di finestre tiled più grandi.

Altra funzionalità aggiunta, che però io non uso, è quella di visualizzare contemporaneamente tutti i client associati a tutti i tag.

Il file di configurazione differisce di sole tre righe dalle versioni precedenti (almeno dalla versione 1.2, da cui ho fatto l'aggiornamento), per cui l'upgrade è più veloce del solito.

Infine, una cosa che non ho potuto verificare, ma che è stata riportata nella mailing list degli sviluppatori, è che dwm gira anche sotto MacOSX. Se l'interfaccia standard di casa Apple vi sembra troppo carica...

Buona compilazione.

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mysql maintenance plan /blog//post/mysql_maintenance_plan.html /blog//post/mysql_maintenance_plan.html dbms sysadmin Sat, 02 Sep 2006 14:23:43 +0200 Ci sono molte cose che possono andare storte. Ci sono però alcune cose che si possono fare per cercare di ridurre la portata del disastro quando le cose vanno storte per davvero. Negli ultimi tempi mi sono dedicato a lavorare su un maintenance plan per MySQL che fosse adatto alle mie esigenze senza per questo diventare troppo complesso da gestire. Quanto segue è il risultato dei miei esperimenti. Uso attualmente MySQL versione 4.1 su server Debian GNU/Linux; la maggior parte dei database sono basati su engine InnoDB.

Integrità dei database

La prima cosa da verificare prima di effettuare i dump veri e propri dei dati è che i singoli database siano integri. Utilizzo il comando:

$ mysqlcheck -u root --password=<password> \
        --all-databases --analyze --check --optimize --auto-repair

che agisce su tutti i database del sistema, effettuando l'analisi delle tabelle, la verifica della presenza di errori e l'ottimizzazione. Nel caso vengano rilevate delle tabelle corrotte, le inconsistenze verranno sistemate in automatico.

Dump completo del sistema

La configurazione di default di Debian attiva l'uso dei log binari di MySQL; un apposito cron job si occupa della loro rotazione e di ripulire quelli troppo vecchi.

Non avendo particolari motivi per disabilitarli, non ho modificato l'impostazione di default, ma mi sono premurato di disabilitare la gestione automatica della loro rotazione, preferendo gestirla a mano una volta fatto il dump completo del sistema.

Per disabilitare la rotazione dei log binari va modificato il file /etc/mysql/debian-log-rotate.conf impostando:

KEEP_BINARY_LOGS=0

A questo punto, per effettuare un dump completo del sistema, si possono usare i comandi:

$ echo "SET FOREIGN_KEY_CHECKS=0;" > mysql-dump
$ mysqldump -u root --password=<password> \
    --single-transaction --all-databases \
    --flush-logs --master-data=2 --delete-master-logs >> mysql-dump
$ echo "SET FOREIGN_KEY_CHECKS=1;" >> mysql-dump

Il primo e l'ultimo comando si occupano di disabilitare, e riabilitare, i controlli sulle chiavi esterne delle tabelle - cosa indispensabile in caso di recovery. mysqldump invece provvede a fare il dump vero e proprio, includendo tutti i database e generando un nuovo log binario (eliminando i log binari vecchi, ormai inutili).

Dump di ciascun database

Accanto al dump completo di tutti il sistema, trovo utile avere anche un dump separato per ciascun database:

    $ echo "SET FOREIGN_KEY_CHECKS=0;" > [database]-dump
    $ echo "USE [database];" >> [database]-dump
    $ mysqldump -u root --password=<password> --opt [database] >> [database]-dump
    $ echo "SET FOREIGN_KEY_CHECKS=1;" >> [database]-dump

Sostituite a [database] il nome del database di cui volete fare il dump.

Recovery

Nella sciagurata ipotesi in cui serva un recovery, potete procedere come segue.

Ripristinate il sistema usando il dump completo:

$ mysql -u root --password <password> < mysql-dump

A questo punto potete usare i log binari per recuperare tutte le modifiche fatte sul sistema successivamente al dump:

$ mysqlbinlog logfile1 logfile2 ... | mysql -u root --password=<password>

oppure:

$ mysqlbinlog logfile1 logfile2 ... > mysql-log
$ mysql -u root --password=<password> < mysql-log

La seconda opzione è utile se si vuole esaminare il log prima di effettuare il ripristino.

E' anche possibile fare un ripristino parziale del contenuto del log usando le opzioni --start-datetime/--stop-datetime e --start-position/--stop-position di mysqlbinlog

Per effettuare il ripristino di un singolo database, invece, potete usare il comando:

$ mysql -u root --password=<password> < [database]-dump

Ringraziamenti

Un grosso ringraziamento a Maurizio Lemmo - Tannoiser per le utili quanto esaurienti spiegazioni.

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ikiwiki 1.21 /blog//post/ikiwiki_1.21.html /blog//post/ikiwiki_1.21.html tools web Wed, 23 Aug 2006 22:14:17 +0200 Ultima release di ikiwiki appena rilasciata. Viste le nuove feature incluse, l'aggiornamento è quasi d'obbligo.

Ci sono tre nuovi plugin disponibili:

sidebar

consente di aggiungere una sidebar a tutte le pagine processate da ikiwiki. Basta creare una pagina chiamata sidebar.mdwn ed il contenuto verrà interpretato ed incluso. Il plugin è molto flessibile; non ho sperimentato più di tanto, ma è possibile avere anche più sidebar differenti all'interno dello stesso wiki.

map

genera la classica sitemap. Si può generare una mappa completa oppure generarne una a partire da un pezzo a scelta del wiki, dato che il plugin supporta le PageSpecs di ikiwiki.

otl

permette di generare automaticamente delle pagine html a partire da un outline generato da vimoutliner.

Oltre a tutto questo, la solita quantità di miglioramenti e colpetti di lima.

Non avete ancora aggiornato?

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conversioni in utf-8 /blog//post/conversioni_in_utf-8.html /blog//post/conversioni_in_utf-8.html geek perl tools web Sun, 20 Aug 2006 13:36:20 +0200 L'altro giorno mi sono trovato nella situazione di inserire del vecchio materiale che avevo scritto nel mio sito web. Nel far il rendering delle pagine, ikiwiki mi ha segnalato numerosi errori relativi alla codifica utf-8. Al termine del processo le pagine generate erano orrendamente prive di contenuto.

Indagando un po', mi sono reso conto che il problema era originato dalla presenza dei lettere accentate italiane; andavano rimosse e sostituite con le relative codifiche html.

Ho buttato giù due righe in perl per automatizzare il lavoro:

#!/usr/bin/perl
#
# Replace italian accents with html alternates

open STDIN, '-';

while (<STDIN>) {
        s/&agrave;/\&agrave\;/g;
        s/&egrave;/\&egrave\;/g;
        s/&igrave;/\&igrave\;/g;
        s/&ograve;/\&ograve\;/g;
        s/&ugrave;/\&ugrave\;/g;
        print;
}

Notate che non sono presenti accenti acuti... so di essere un barbaro ma per semplicità non li uso.

Con il seguente comando:

for i in *.mdwn; do cat $i | htmlize.pl > $1; done

sono riuscito a sistemare il contenuto dei file in meno di un minuto (htmlize.pl è il nome che ho dato allo script di cui sopra).

Per chi invece avesse necessità di fare conversioni da diverse codifiche in utf-8 - ma non solo - suggerisco l'utility tcs. Semplice quanto comoda... (attenzione che non supporta la codifica iso-8859-15; ovvero niente simbolo dell'euro).

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ubik /blog//post/ubik.html /blog//post/ubik.html letture Sat, 19 Aug 2006 15:51:22 +0200 Anno 1992: un gruppo di inerziali si appresta ad una pericolosa missione per bonificare un'installazione industriale dalla presenza di telepati. Ma in un mondo dove la capacità di altrerare la realtà è un talento ampiamente ricercato, non tutto è ciò che sembra.

Tutte le volte che finisco la lettura di un libro di Philiph K. Dick mi ritrovo con un misto di sensazioni. Da una parte l'ammirazione per la sua capacità di creare mondi, perfetti e coerenti, dall'altra lo smarrimento del non riuscire mai ad orientarmici completamente.

Ubik non fa eccezzione. Una storia complessa o semplicemente delirante, che però ti cattura; forse proprio per l'abilità di Dick di farti a sentire a tuo agio con il contorno. Lo stile di scrittura è datato - il romanzo è stato pubblicato negli anni '60 - ed anche la sua fantascienza mostra qualche segno del tempo, ma nonostante questa decadenza percettibile, l'insieme regge. E si coglie la perfezione del meccanismo.

Un giallo che non è un giallo; una trama che diventa il pretesto per divagare attraverso differenti piani di lettura e per accompagnare il lettore in un punto dove non avrebbe mai pensato di trovarsi. Se riuscite a non perdere la bussola, sono sicuro che apprezzerete.

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domino /blog//post/domino.html /blog//post/domino.html cinema Fri, 18 Aug 2006 23:30:09 +0200 Per una volta che vedo un'anteprima...

"Domino" racconta la vita - in modo ampiamente romanzato e pirotecnico - della cacciatrice di taglie Domino Harvey, ex-modella ed ex-ragazza ribelle. Un cast abbastanza variegato (Mickey Rourke, Keira Knightley, Delroy Lindo, Christopher Walken, Lucy Liu), che starebbe benissimo nella trasposizione cinematografica di un romanzo di Elmore Leonard, per una storia che sarebbe anche interessante, se solo fosse stata approcciata in modo diverso.

Di fatto il film è un gigantesco video clip; stesso stile e stessa velocità su di un impianto che, però, dura due ore. Comprensibile il fatto di avere i riflettori sempre orientati sul personaggio di Domino (in fondo questa pellicola è una sorta di tributo postumo), un po' meno il sacrificio quasi assoluto all'azione. E se gli attori si trovano bene nei loro panni, forse è il regista che si lascia prendere la mano più del dovuto.

Buono per una serata fra amici, un po' meno per un pomeriggio al cinema.

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la talpa /blog//post/la_talpa.html /blog//post/la_talpa.html cinema Wed, 16 Aug 2006 23:58:17 +0200 Il detective Derrick Vann (Samuel L. Jackson) è un agente federale sopra alle righe alle prese con un traffico d'armi; Andrew Fiddler (Eugene Levy) è un rappresentante di prodotti odontoiatrici che si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato. Due soggetti diametralmente opposti, il cui incontro darà vita ad una serie di situazioni a dir poco demenziali.

Queste sono le premesse de "La talpa", poliziesco tanto banale quanto esilarante.

Si capisce dalla terza inquadratura che la storia è soltanto un pretesto per mettere in scena una serie di simpatici siparietti fra i protagonisti. Le caratteristiche dei personaggi - macho cinico e volgare il primo quanto semplicione ed impacciato il secondo - sono del resto portate all'estremo proprio per accentuarne i contrasti.

Non vi aspettate un film di livello; non lo è... aspettavi di ridere di gusto invece, e non resterete delusi.

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timer /blog//post/timer.html /blog//post/timer.html geek gtd tools Wed, 16 Aug 2006 14:10:31 +0200 Sono ormai da molto tempo un felice iscritto al club del "distraiti e rimanda", vuoi per una naturale incapacità a concentrarmi sulle piccole cose, vuoi perchè le mie attività sono spesso interrotte da telefonate di vario genere. Considerando poi che la maggior parte delle mie attività professionali e personali si svolge usando un pc, anche il numero di altre distrazioni è elevatissimo (ah... il multitasking).

Mentre la cosa non ha praticamente impatto quando devo gestire compiti lunghi o complessi, ogni volta che mi trovo a gestire cose che si fanno in meno di cinque minuti la cosa più frequente che finisco per fare è rimandarle. Evidentemente la mia capacità di concentrazione nel brevissimo periodo fa schifo.

Per cercare di ovviare a questa situazione, e per cercare di riportare le mie todo list ad una lunghezza umana, ho deciso di dotarmi di un timer. Impostare slot temporali definiti sta dando ottimi risultati.

Ho cercato abbastanza a lungo un software che fosse semplice e fosse adeguato alle mie esigenze. osdclock è apparso la scelta migliore. Si tratta di un orologio che si piazza in uno degli angoli del desktop e rimane sempre in primo piano. Inoltre ha la simpatica funzione di accettare un ritardo prima di visualizzarsi. Posso lavorare tranquillo e senza distrazioni su di una cosa fino al momento in cui l'ora mi compare, in caratteri cubitali rossi, nell'angolo inferiore destro del mio monitor.

Ho costruito anche un piccolo wrapper che mi consente di lanciare osdclock con tutte le opzioni necessarie, specificando anche il ritardo che desidero.

Eccolo qui:

#!/bin/bash
if [ "$#" != '1' ]
then
        echo "usage: $0 <delay>"
        exit 1;
fi
TIME=$1
/usr/bin/killall osd_clock
/usr/bin/osd_clock -s 0 -f -*-courier-bold-r-normal-*-18-180-75-75-*-110-iso8859-1 -r -w $TIME &
exit 0;

Nota bene: se non usate Linux ma altre varianti di Unix, potreste dover sostituire killall con il comando equivalente appropriato per il vostro sistema.

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dwm 0.9 /blog//post/dwm_0.9.html /blog//post/dwm_0.9.html geek tools unix Tue, 15 Aug 2006 20:39:17 +0200 Quasi ci siamo... con questa ultima release dwm è stato dichiarato quasi completo. Le ultime feature sono state implementate e sembra che per le prossime versioni si avranno esclusivamente eventuali fix.

Questa nuova uscita presenta una succosa novità, ovvero la possibilità di fare merge di più tag, in modo raggruppare nella vista corrente tutti i client appartenenti ai tag coinvolti nell'operazione. Un pizzico di flessibilità abbastanza utile, specie se siete un po' disordinati nel disporre le cose (o se cambiate spesso idea).

Segnalo anche l'eliminazione della navigazione sequenziale fra i tag, oltre al cambiamento di qualche keybinding nella configurazione di default. Considerando che dovrete mettere mano al file di configurazione prima di compilare il tutto, la cosa non dovrebbe essere un problema: potete facilmente ripristinare la cose secondo gusto.

Buon upgrade.

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fogli di stile e selettori di attributo /blog//post/fogli_di_stile_e_selettori_di_attributo.html /blog//post/fogli_di_stile_e_selettori_di_attributo.html devel web Sun, 13 Aug 2006 23:27:36 +0200 Penso che sia capitato a chiunque abbia provato a fare un sito web che avesse un minimo di verve in più rispetto al solito, di doversi confrontare con il fatto che alcuni browser hanno un supporto dei fogli di stile più completo rispetto ad altri prodotti. La cosa è parecchio frustrante; ogni minima fighezza rischia di diventare un serio mal di testa, oltre che un discreto spreco di tempo nel tentativo di trovare dei compromessi funzionanti e non troppo penalizzanti.

Una cosa che non sapevo (un grazie a Luca per la segnalazione) è come sia possibile usare un selettore di attributo di questo tipo:

Elemento[attributo="valore"]

per definire classi specifiche per i diversi browser.

Definire uno specifico id per l'elemento body, ad esempio, permette di usare regole più semplici per gli elementi a favore di quei browser che non supportano il selettore, e regole complesse per tutti quelli che, invece, lo supportano.

Per vedere un esempio reale della cosa, date un'occhiata a questo design e a come viene visualizzato con Internet Explorer e con Firefox...

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debian kernel /blog//post/debian_kernel.html /blog//post/debian_kernel.html debian sysadmin unix Sat, 12 Aug 2006 13:35:44 +0200 Ho l'abitudine di utilizzare kernel compilati a mano. Non che la cosa oggi sia poi così necessaria, nella maggior parte dei casi è sufficiente - e comodo - usare una delle immagini presenti nei repository ufficiali Debian. Tuttavia mi porto dietro questa cosa da quando non usavo ancora Debian come distribuzione e ricompilare il kernel era, spesso, una necessità.

Se vi trovate a gestire diverse macchine, magari con configurazione hardware identica, oppure se qualcuna di esse è particolarmente datata - come mi capita abbastanza di frequente - converrete che avere la possibilità di compilare un kernel configurato secondo gusto altrove, e generare un pacchetto deb pronto per essere installato ovunque serva, è molto comodo.

Oltre che molto comodo è anche molto facile. Basta avere i sorgenti del kernel a portata di mano ed installare il pacchetto kernel-package.

Spacchettate i sorgenti del kernel:

$> tar jxvf kernel-source-2.4.27.tar.bz2

Configuratelo come più vi piace:

$> cd kernel-source-2.4.27/
$> make menuconfig

Compilate:

$> make-kpkg --revision 01 --append-to-version -adc kernel_image

A questo punto il vostro pacchetto è pronto per essere installato nel solito modo ovunque vi serva:

$> dpkg -i kernel-image-2.4.27-adc_01_i386.deb

Due note sulle opzioni che ho usato:

--revision

Imposta il revision number del kernel da compilare. Preferisco specificarlo a mano dato che il default altrimenti usato non mi piace.

--append-to-version

Imposta la variabile EXTRAVERSION nel Makefile del kernel. La valorizzo sempre, per fare in modo che ogni versione diversa del kernel abbia il proprio albero di moduli in /lib/modules/ (evitando così aggiunte e rimozioni incontrollate dopo ogni nuova compilazione).

Ci sono moltissime altre opzioni disponibili; vi consiglio caldamente di leggere la man page di make-kpkg.

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ghost in the shell - innocence /blog//post/ghost_in_the_shell_-_innocence.html /blog//post/ghost_in_the_shell_-_innocence.html cinema Fri, 11 Aug 2006 19:36:57 +0200 Cinema Anno 2032. In un mondo malsano e sempre più tecnologico, il detective cyborg Bateau, dell'unità anti-terrorismo Sezione 9, si trova ad indagare su una serie di anomali omicidi. Una serie di bambole robot, il cui unico scopo è l'intrattenimento sessuale del proprio "padrone", dà chiari segni di malfunzionamento; dopo aver massacrato il padrone, le bambole si suicidano in preda ad un'evidente crisi di identità.

Una storia che sembra presa da un qualsiasi poliziesco è il pretesto per un nuovo viaggio, al confine fra filosofia e noir, in un universo dove il linea fra uomo e macchina è sempre più sottile. Quando lo spirito abita il guscio, come si riesce a distinguere cosa è umano e cosa non lo è?

Pur condividendo i temi e parte dei personaggi, "Innocence" è solo apparentemente il seguito del "Ghost in the shell" uscito più o meno una decade fa. E` una storia autonoma, cui i miglioramenti in fatto di computer graphic regalano un impatto senz'altro superiore. Gli scenari sono impressionanti quanto opprimenti e, dove non si riesce ad arrivare con le immagini, provvede la colonna sonora a non far cadere la tensione e mantenere alto il livello di un'impianto narrativo semplice senza essere banale. Ottimi la caratterizzazione dei personaggi, che non cade nell'errore di essere semplicistica e secondaria rispetto alle dinamiche della storia, e lo spessore dei dialoghi - per quanto una certa distanza dalla sensibiltà orientale qualche volta si faccia sentire.

Non penso di rivederlo in DVD a breve, ma ve lo consiglio caldamente, anche se non siete particolarmente appassionati del genere animazione.

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broken city /blog//post/broken_city.html /blog//post/broken_city.html letture Wed, 09 Aug 2006 22:53:28 +0200 Letture City Non sono uno dei più assidui lettori di Batman, personaggio presente dalla notte dei tempi nell'universo dei fumetti ed inserito, talvolta a forza, nella folta schiera dei supereroi. In passato ho amato moltissimo capolavori come "The dark knight returns" di Frank Miller e "Arkham Asylum" di Morrison e McKean; ho amato il loro Batman border line, un eroe che non differisce molto dai criminali che combatte e con cui condivide, almeno sotto certi punti di vista, incubi e fantasmi personali.

Quel Batman è lo stesso che appare in questa mini serie di Azzarello e Risso.

Ennesimo omicidio di una Gotham City sempre più marcia e malata; ennesima notte in cui un pipistrello cerca tra vicoli e umanità degradata un brandello di verità, un nome ed un movente. Una ricerca lunga e violenta, una ricerca che mette a nudo demoni che non possono riposare. Che non vogliono sparire.

Un racconto a tinte fosche che ricorda molto da vicino i romanzi hard boiled della letteratura classica; dialoghi duri, espliciti, come i disegni ricchi di colori saturi... e di sangue. Un Batman che sembra proprio uno di quei detective con l'impermeabile; stessa rabbia, stessa cattiveria, stessa pietà affogata dentro alla violenza.

Una storia bella e coinvolgente; una storia sporca... di quelle che si ricordano.

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dwm 0.7 /blog//post/dwm_0.7.html /blog//post/dwm_0.7.html geek tools unix Wed, 09 Aug 2006 00:38:55 +0200 Prosegue questa estate calda, e rapidi si susseguono i rilasci di questo minimalissimo window manager.

La nuova release è appena uscita, e dovremmo ormai esserci per avere una versione che includa tutte le feature previste e sia stabile nella configurazione; le note per l'aggiornamento segnalano infatti alcune modifiche non appariscenti e alcuni bugfix, oltre ad un (ennesimo) cambiamento nel formato del file di configurazione (più compatto e, purtroppo, un po' più complicato).

Intanto, parallelamente allo sviluppo di dwm, prosegue anche lo sviluppo di dmenu, applicazione concepita come gestore di menu autonomo che può essere usato con qualsiasi window manager. Ricorda molto il menù di wmii.

Sempre dal fronte del programmare entro le diecimila linee di codice, pare sia in lavorazione un emulatore di terminale... aspettiamoci un'altra mirabolante creatura minimale con cui divertirci questo autunno.

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la furia /blog//post/la_furia.html /blog//post/la_furia.html letture Mon, 07 Aug 2006 14:28:47 +0200 Monumentale pilastro centrale della trilogia di Magdeburg, "La furia" arriva nelle librerie poco dopo un anno dall'uscita del suo predecessore, "L'eretico". Dalle sue pagine, nuove sentieri della distruzione e dell'abiezione umana vengono svelati, a tinteggiare un affresco, se possibile, ancora più cupo e sanguinario.

La guerra dei trent'anni prosegue senza tregua, con il suo corteo di morte, pestilenza e follia, mentre il fato dei protagonisti comincia ad intrecciarsi disegnando nuovi e contorti sviluppi nella narrazione. Intrighi di potere salgono in primo piano, mentre Magdeburg, città ribelle sulle rive dell'Elba, impone i suoi contorni sempre più definiti su di uno sfondo rosso come il sangue e nero come la morte.

Volume menumentale, come dicevo. Oltre ottocento pagine che si leggono con la facilità ed il desiderio tipico dei romanzi di Altieri. Poco spazio alle riflessioni e molto agli eventi, che si susseguono rapidi collegando presente e passato (e futuro?) dei protagonisti. Spade si incrociano, alleanze si stringono o si spezzano, fiumi di sangue scorrono.

In attesa della fine.

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grafi con perl /blog//post/grafi_con_perl.html /blog//post/grafi_con_perl.html devel perl tools Sat, 05 Aug 2006 15:57:43 +0200 Ho dedicato un po' di tempo a giocare con graphviz, oggetto alquanto simpatico per la realizzazione di grafi di vario genere. Ho anche scoperto che esiste un modulo perl che permette di utilizzare graphviz direttamente da script, in modo assolutamente facile.

graphdir.pl è una minuscola demo che ho realizzato per provare le funzionalità di suddetto modulo; genera un grafo a partire da una directory specificata come parametro.

Ecco il risultato:

graph

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ikiwiki 1.15 workaround /blog//post/ikiwiki_1.15_workaround.html /blog//post/ikiwiki_1.15_workaround.html tools web Sat, 05 Aug 2006 15:43:49 +0200 Cortesemente, quanto rapidamente, fornito da Joey Hess, ecco un semplice workaround che sistema, almeno nel mio caso, i problemi relativi a perl ad al taint mode.

Nel file Ikiwiki.pm va sostituita la linea 571 con la seguente:

return eval possibly_foolish_untaint(pagespec_translate($spec));

Funziona perfettamente... riesco nuovamente ad utilizzare l'opzione --refresh per rigenearare solo le pagine effettivamente modificate. Sono anche spariti i problemi di compilazione e quelli relativi ai test :)

Per chi non ha particolare fretta o dimestichezza con l'editing dei sorgenti, la release 1.16 è stata appena annunciata (e sarà a breve disponibile).

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ikiwiki 1.15 /blog//post/ikiwiki_1.15.html /blog//post/ikiwiki_1.15.html tools web Fri, 04 Aug 2006 18:00:02 +0200 Quando si dice che un software è attivamente sviluppato... sono uscite tre versioni di ikiwiki nel giro di una settimana. Sono passato dalla versione 1.12 alla versione 1.15, in modo meno fluido rispetto agli upgrade precedenti.

Premetto che l'oggetto gira su una debian stable, quindi la compilazione da sorgenti è praticamente d'obbligo (nel caso in cui non vogliate avventurarvi in backport e altro pittoreschi ritocchi alla vostra distribuzione). Altra doverosa premessa è che non uso nè le funzionalità legate ai cgi, nè il supporto per il versioning (quest'ultimo lo gestisco esternamente). Tutte le pagine di questo blog sono generate offline e caricate successivamente nel mio spazio web personale.

Detto questo, passo in rassegna un paio di problemini che ho incontrato nel fare l'upgrade.

Per un qualche oscuro motivo, il processo di make fallisce in quanto c'è qualcosa nelle pagine di documentazione (generate durante il make, appunto), che non è gradito dalla modalità taint del perl. La causa, mi pare di capire, sia abbastanza subdola... è possibile che si tratti di un bug della versione 5.8.4 di perl. Ho provato a giocare un po' con il codice di ikiwiki, ma l'unica soluzione funzionante sembra essere rimuovere la sezione extra_build dal file Makefile.PL. Attenzione che lo stesso problema si presenta quando generate le pagine... in questo caso usando l'opzione --rebuild tutto ok, mentre l'opzione --refresh non ne vuole sapere di dare risultati.

Un'altra cosa che non ha funzionato come dovuto sono i test; Eseguendo make test, alcuni dei test presenti in html.t e in syntax.t falliscono. Possibile che vi sia una qualche relazione con il problema descritto precedentemente. Niente di fondamentale nel mio caso, ma se avete un'installazione con più feature, vi consiglio di perdere qualche minuto a cercare di capire.

Ultima cosa: alcuni template sono stati aggiornati ed altri aggiunti. Consegue che alcune variabili nei template sono state modificate... se usate dei template personalizzati premuratevi di adattarli a questi cambiamenti altrimenti ogni tentativo di ricostruire le vostre pagine produrrà lamenti ed errori a profusione.

Finita la lista delle sfighe, passo a segnalare quella che secondo me è la feature più interessante di questa nuova release: l'estensione delle vecchie GlobList nelle nuove PageSpec. Ora è possibile generare pagine inline usando un set più flessibile di condizioni (sono supportati gli operatori logici e il raggruppamento delle condizioni con parentesi), oltre che impostare filtri sulla data di creazione delle pagine stesse.

Ovviamente c'è anche altro. Rimando i curiosi alla pagina delle news sul sito ufficiale.

Buon aggiornamento.

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dwm 0.6 /blog//post/dwm_0.6.html /blog//post/dwm_0.6.html geek tools unix Wed, 02 Aug 2006 20:38:35 +0200 Quale migliore occasione di una inaspettata giornata di pioggia per trastullarsi con un nuovo giocattolo? Probabilmente nessuna, dato che questo è quello che ho fatto finita la mia giornata lavorativa. Il nuovo giocattolo in questione è l'ultima release di dwm, prontamente scaricata e compilata.

Trattandosi di un window manager minimale, il numero delle feature aggiunte tende a zero; sono state sistemate alcune cosette e, per facilitare l'approccio elitario alla configurazione, tutte le opzioni sono state raggruppate nel file config.h. Niente più editing dei file .c sparsi nell'albero dei sorgenti :) Un'altra cosa che ho apprezzato è la possibilità di spostamento sequenziale tra i workspace usando i tasti h e l. Fa molto vim e fa pure molto confortevole.

Un gioco breve, in ultima analisi, ma certo soddisfacente.

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ikiwiki 1.12 /blog//post/ikiwiki_1.12.html /blog//post/ikiwiki_1.12.html tools web Tue, 01 Aug 2006 22:15:58 +0200 Ultima release di ikiwiki appena rilasciata, ho approfittato immediatamente per aggiornare la mia installazione. Lo sviluppo procede spedito; l'oggetto diventa ogni volta più stabile e più curato.

Oltre ad una buona quantità di aggiustamenti quà e là, segnalo le seguenti feature, a mio parere molto interessanti:

  • supporto per i tag nelle pagine (presente anche nella versione precedente ma migliorato in quest'ultima uscita)
  • plugin per generare statistiche e cloud map di tag stile del.icio.us
  • supporto per aggregazione di feed

C'è anche altra roba (diverse cose relative al miglioramento del supporto per UTF-8); date un'occhiata alle news sul sito del progetto per i dettagli.

Buon aggiornamento.

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tokio drift /blog//post/tokio_drift.html /blog//post/tokio_drift.html cinema Sun, 30 Jul 2006 22:20:38 +0200 Avete mai desiderato di andare a vedere un film al cinema e poter tenere il cervello staccato dall'inizio alla fine? Una trama che sai come va a finire mentre leggi i titoli di testa, dialoghi che sono l'archetipo della banalità e facce sconosciute che interpretano personaggi assolutamente improbabili?

Ecco, "Tokio Drift" fa per voi.

Ultimo capitolo del filone "The fast and the fourious", con cui condivide solamente (per fortuna) auto ultra pompate ed un piccolo cameo di Vin Diesel, "Tokio drift" racconata le gesta di uno scapestrato adolescente con qualche problema legato alle corse in auto. Spedito dal padre in Giappone dopo l'ennesima bravata, il nostro non troverà di meglio da fare che mettersi nuovamente nei guai.

Due ore che scorrono comunque velocemente, narrando le gesta del buono, del cattivo, della bella e dell'antieroe tenebroso. Tutti a spazzolare l'asfalto anche quando non importa. Ma proprio il suo essere così evidentemente banale e non avere pretese di sorta finiscono per essere i punti di forza di una pellicola che si presenta per quello che è... un buon sottofondo per una mangiata mega di pop-corn.

Un modo come un altro per passare due ore di svago.

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10kloc /blog//post/10kloc.html /blog//post/10kloc.html geek tools unix Sun, 23 Jul 2006 12:59:49 +0200 10kloc (ten thousand lines of code) è un repository di progetti che non eccedono le diecimila linee di codice. Già questo dovrebbe darvi un indizio del fatto che quello che vi troverete è più orientato ai programmatori che agli utenti finali. Se perderete un attimo a leggere il manifesto pubblicato nella home page, al di là della solita buona dose di sentenze, troverete comunque qualche spunto interessante.

Dei progetti ospitati, ho provato i due window manager, wmii e dwm

wmii

Sono da tempo un fan di window manager che abbiano una filosofia diversa rispetto ai soliti ambienti a finestre. Inoltre ho sempre cercato, per quanto possibile, di individuare quelli che, oltre ad essere leggeri, fossero anche comodi da gestire tramite tastiera.

wmii (che uso con soddisfazione da diversi mesi) ha alcune feature molto interesanti, oltre alle sopracitate caratteristiche. In primis, cerca di utilizzare i workspace in modo diverso dal solito; ai vari client (le applicazioni) possono essere applicati un numero arbitrario di tag, il che consente di raggrupparli in modo dinamico a seconda di cosa si stia facendo. Le finestre, inoltre, vengono gestite automaticamente in modo da occupare la maggior superficie disponibile sullo schermo (tiled mode), per quanto sia possibile attivare il consueto floating mode se le applicazioni che si stanno usando lo richiedono.

Altro punto a favore di wmii è quello di avere una configurazione abbastanza semplice, costituita da un unico shell script che viene eseguito in automatico all'avvio oppure manualmente ogni volta che serve riconfigurare al volo il window manager. Facile quindi intuirne la flessibilità e altrettanto facile intuire che la configurazione può non essere banale quado si portano le personalizzazioni all'estremo.

L'intero ambiente di lavoro può anche essere controllato dinamicamente modificando i valori presenti nel filesystem virtuale (stile /proc per intenderci) che il window manager esporta.

Per contro, il look è abbastanza spartano e la gestione delle applicazioni che usano molte finestre non massimizzate (come Gimp) è sicuramente perfettibile.

dwm

dwm (Dynamic Window Manager) è un altro window manager molto interessante, per quanto al momento ancora un po' immaturo (siamo alla versione 0.5).

Cito dal sito:

Because dwm is customized through editing its source code, it's pointless to make binary packages of it. This keeps its userbase small and elitist. No novices asking stupid questions.

Questo vi fa capire cosa avrete per le mani, se vorrete provarlo. Tutte le personalizzazioni si fanno modificando il file dwm.h, ed altri file sorgente (tag.c, event.c, main.c) presenti nell'albero del codice, prima della compilazione.

La filosofia è un'estremizzazione di quella di wmii (da cui dwm evidentemente deriva) e l'ambiente di lavoro nudo e crudo. Interessante, oltre alla gestione dinamica dei tag, anche la gestione dinamica delle finestre; si può passare dalla modalità tiled alla modalità floating al volo, cosa molto utile..

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flash ed il web /blog//post/flash_ed_il_web.html /blog//post/flash_ed_il_web.html techworld web Sat, 22 Jul 2006 15:39:16 +0200 Oggi mi sono concesso un momento di navigazione normale, ovvero ho curiosato su siti dove normalmente non vado. Peste mi colga! Non sono riuscito a vederne decentemente nemmeno uno.

Sto ancora cercando di capire il senso di realizzare un sito web completamente in flash... passi l'introduzione, ma quando il contenuto finisce per essere testi, fotografia ed al limite qualche sniplet di base musicale, dove sta il senso?

Rispondo a chi mi dice serenamente di installare il plugin che il suddetto plugin è unicamente a 32 bit ed io uso un sistema a 64 bit. Ok, potrei sbattermi un attimo e far funzionare comunque le cose, ma non capisco perchè devo perdere mezza giornata per riuscire a superare i limiti creativi/tecnici di qualcun altro. Ma una 'versione non flash' per i meno abbienti pareva brutta?

Mah... aspetto con ansia il Web0.0 :)

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kyashan /blog//post/kyashan.html /blog//post/kyashan.html cinema Sat, 15 Jul 2006 15:20:09 +0200 Produzione giapponese del 2004 giunto adesso sui nostri schermi, "Kyashan - La rinascita" (Casshern in originale) è la trasposizione cinematografica del noto anime "Kyashan", trasmesso in Italia intorno la fine degli anni '70.

In un futuro in cui la terra è devastata da un guerra pluridecennale, il professor Azuma scopre un nuovo tipo di organismo cellulare in grado di autoreplicarsi. La scoperta consentirebbe la prosecuzione del genere umano, minacciato dalla guerra e dalle condizioni ambientali diventate ormai proibitive. Purtroppo, il processo di creazione di questa nuova specie cellulare sfugge completamente al proprio creatore, dando origine ad una nuova forma di vita umanoide (i neodroidi), il cui obiettivo è quello di sterminare gli esseri umani.

Per quanto la trama possa sembrare abbastanza scontata, il film ha molti punti a proprio favore e, purtroppo, altrettanti a proprio sfavore. Certamente è un film visivamente e musicalmente esaltante; le musiche passano da pezzi di musica classica contemporanea a brani metal in modo perfettamente sincronizzato con le immagini, sottolineando i momenti topici della narrazione. Visivamente parlando, le esperienze nel mondo dei videoclip del regista Kyria si concretizzano nella costruzione di scenografie che fanno largo omaggio a visioni tecnologiche anni '30 (in stile "Metropolis" per intenderci), supportate da un massiccio (ma per nulla spiacevole) uso di computer graphic e realizzate con evidente ispirazione all'opera di HR Giger. Impressionante per perfezione l'uso del monocromatico e la saturazione dei colori; un'atmosfera malsana pervade tutto il film, perfettamente in linea con le premesse della storia.

La parte debole dell'insieme, purtroppo, è la narrazione. Per quanto sia stato fatto un adattamento consistente dall'originale - l'epurazione o la rivisitazione di alcuni personaggi, così come di alcuni aspetti, non pesano troppo - molto, specie da un certo punto in poi, risulta criptico e decisamente pesante. Monologhi in stile teatrale usati senza particolare giudizio, riflessioni spesso oltre il limite della retorica e, dulcis in fundo, un desiderio di essere esplicativi fino in fondo non fanno certe bene.

Al di là di tutto, resta comunque il piacere di averlo visto, ed il rammarico di non poter vedere pellicole del genere con una certa frequenza.

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outline e gtd /blog//post/outline_e_gtd.html /blog//post/outline_e_gtd.html geek gtd Fri, 14 Jul 2006 19:30:52 +0200 Per lavoro e per piacere mi trovo molto spesso a gestire progetti e attività da svolgere al computer. Essendo il mio lavoro, ed i miei interessi informatici, abbastanza eterogenei, ho iniziato a sentire il bisogno di maneggiare le mie lunghissime liste di cose da fare i maniera efficiente e comoda. Non sono un fanatico della produttività estrema, ma ho notato che i margini di miglioramento nel mio caso erano ampi.

Qualche tempo fa ho letto il libro di David Allen "Getting Things Done" e ne ho tratto diversi spunti interessanti. In particolare, la gestione delle cose senza priorità e il raggruppamento delle attività in liste a tema.

Gli strumenti

Per mettere in pratica alcuni dei consigli elencato nel libro di cui sopra, il primo passo è stato quello di individuare degli strumenti consoni alle mie necessità ed al mio modo di operare. Se fate una breve ricerca in rete, troverete tonnellate di sistemi preconfezionati che si ispirano più o meno fedelmente a GTD... L'utilizzo di uno strumento omni comprensivo è una possibilità molto accattivante (avevo inizialmente pensato di adattarne qualcuno o di scriverne uno ex-novo), tuttavia ho preferito orientarmi verso qualcosa che non mi vincolasse ad una piattaforma particolare, o meglio, ad un computer particolare.

Cosa meglio di un editor di testo?

Il formato testo ha il vantaggio di poter essere modificato ovunque, anche da remoto, ed ogni sistema che ho utilizzato ha almeno un editor di testo incluso nell'installazione standard (mi rendo conto che ciò che ho appena detto può sembrare ovvio, ma siccome incontro ancora persone che credono che i file in formato Microsoft Word siano uno standard...).

Convenzioni

Le cose da fare sono raggruppate in file; un file per progetto o per contesto (ad esempio, nel file sourceforge.otl ho raccolto tutto quello che devo fare quando sono collegato ai server di sourceforge.net). Non sono abituato a ragionare in modo troppo schematico, quindi avere le cose organizzate in questo modo mi torna molto utile.

I singoli file sono di fatto degli outline, con le azioni disposte in modo gerarchico per poter individuare facilmente l'ordine delle attività e le loro dipendenze. Suggerisco a cui utilizza Vim come editor di testo il plugin TVO; è molto comodo.

Non utilizzo priorità in modo diffuso, tuttavia mi torna molto comodo evidenziare le cose da fare urgentemente e quelle che, per un qualche motivo, sono in sospeso. Uso i seguenti tag da premettere all'azione:

  • (U): cosa urgente
  • (H): cosa in sospeso
  • | : commento/nota

ovviamente l'elenco si può estendere e personalizzare a piacimento.

Gestire le azioni

Uno dei suggerimenti del libro di David Allen è quello di prendere la prima azione di ciascun progetto e farla, oppure processare le azioni di un particolare contesto una dopo l'altra finchè se ne ha la possibilità. Non amo questo approccio... lo trovo un po' dispersivo. Preferisco scegliere un progetto e lavorarci sopra finchè ne ho voglia (o necessità).

Utilizzare dei file di testo strutturati come outline, e delle etichette da abbinare alle azioni quando si desidera, rende molto facile automatizzare il processo di gestione ed adattarlo alle proprie necessità.

Questo frammento di codice permette di elencare il numero di azioni per ogni file:

for file in ~/gtd/*.otl;
do
    printf "%-20s: %3d\n" $(basename $file .otl)
        $(cat $file | perl -ne "next if /^\W*(\|)/; print" | wc -l);
done

(è stato indentato per chiarezza ma va scritto tutto su una riga. Funziona con la shell bash di Unix).

Se conoscente almeno un po' un qualsiasi linguaggio di programmazione estendere quanto sopra è facilissimo. E gestire le vostre cose da fare molto più rilassante.

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la coppa del mondo marcio /blog//post/la_coppa_del_mondo_marcio.html /blog//post/la_coppa_del_mondo_marcio.html distonie Wed, 12 Jul 2006 18:43:13 +0200 Pur non essendo un fanatico di calcio, e pur non seguendo in alcun modo quello che succede fuori dai nostri confini, ho sempre creduto che la capacità di fare polemiche in quantità industriale fosse tipicamente italiana. I fatti paiono smentirmi.

Domenica sera abbiamo vinto la coppa del mondo di calcio, dopo una finale combattutissima con la Francia. Partita finita ai rigori e decisa da una traversa. Oggi, mercoledì, pare che l'unica cosa degna di menzione di quella finale sia la testata rifilata da Zidane a Materazzi; il mondo si interroga su cosa possa aver detto Materazzi al francese per farlo infuriare a tal punto. Sono tre giorni che si sprecano ipotesi e si fanno speculazioni di ogni genere.

Ora, sappiamo tutti che Materazzi non è un'educanda (Sorin credo che se lo ricordi meglio di tutti); nemmeno Zidane è un'educanda (mi viene in mente una passeggiata da fachiro a tacchetti scoperti sul corpo di un avversario del Manchester quando giocava nella Juventus). Materazzi ha detto qualcosa, Zidane ha reagito. Si è visto ma non si è sentito... ad uno il rosso e all'altro la coppa. E a tutti noi una messe infinita e noiosissima di polemiche inutili.

Questa sera Zinedine racconterà la verità, e soltanto la verità, in diretta tv(!). Domani i giornali riempiranno pagine e pagine per celebrare un giorno ancora il fatto dell'anno e per dar libero sfogo ad ipotesi da fantascienza (rigiochiamo la finale, non assegniamo la coppa etc.).

Vorrei solo un po' di calcio, è possibile? Fresco, se vi riesce... questo puzza un po'.

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revolution void /blog//post/revolution_void.html /blog//post/revolution_void.html musica Sat, 08 Jul 2006 22:24:48 +0200 Mi piace ascoltare musica; sia come ascolto puro che come sottofondo mentre faccio altre cose. Ovviamente ogni situazione ha un tipo di musica maggiormente indicato; quando lavoro al computer, per esempio, mi piace ascoltare musica ambient. Cerco cose abbastanza delicate da non catturare troppo la mia attenzione, ma sufficientemente energiche da tenere sveglie le mie sinapsi.

Revolution Void è il progetto musicale del musicista jazz americano Jonah Dempcy, progetto che ha prodotto l'eccellente Increase the dosage (il lavoro è liberamente scaricabile dal sito dell'artista).

Si tratta di un album di oltre un'ora in cui vengono miscelati in modo magistrale improvvisazione jazz e musica elettronica. L'insieme che ne risulta rasenta la perfezione: il sottofondo elettronico si adatta perfettamente alle evoluzioni di strumenti più classici (sax, piano e basso fretless), esaltandole e rendendole più accessibili al tempo stesso. Esaltanti, in particolare, le linee di basso, che compaiono all'improvviso per generare momenti di potente confusione ritmica.

Ascoltatelo e riascoltatelo... vi verrà certamente voglia di aumentare il dosaggio.

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il ventre di maradona /blog//post/il_ventre_di_maradona.html /blog//post/il_ventre_di_maradona.html letture Sat, 08 Jul 2006 15:29:06 +0200 Lo sport regala gloria, fama, denaro. Oppure distrugge. Lo sport esige anima, corpo, coraggio, dedizione.

Il ventre di Maradona, di Emanuela Audisio, è una storia di sport. Tante storie di sport, ad essere sinceri. Fra le sue pagine troviamo i riccioli e l'allegria di Valentino Rossi, la fede di Kakà, il sorriso di Ronaldinho, le ali di Patrick de Gayardon, i pugni di Primo Carnera, il coraggio di Alex Zanardi. Tanti racconti di campioni, presenti e passati, che allo sport hanno dato e, talvolta, non hanno ricevuto. Corpi prestati al mito e trasformati in icone, oppure restituiti consumati e ridotti come stracci.

Un libro che si legge molto volentieri, pagina dopo pagina, senza fretta. Storie che durano un attimo, come una ripresa sul ring, o un giro di pista, o un salto con il paracadute. Racconti che durano una vita ed oltre, come una sfida... o come il mito.

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ricominciare /blog//post/ricominciare.html /blog//post/ricominciare.html distonie Thu, 06 Jul 2006 19:19:27 +0200 Trentadue gradi centigradi ed il mio ultimo neurone sano si infila un improbabile costume da bagno a fiori e si mette a bare un mojito all'ombra di una palma. Lasciato solo nel calore della mia camera, mi è sembrata una buona idea mettermi a ristrutturare (di nuovo) questo sito web.

Una decisione improvvisa, maturata nel momento esatto in cui mi sono accorto di due cose:

  • i contenuti avevano bisogno di una robusta risistemata
  • gli strumenti che usavo per mantenere sito e blog non mi davano più quella maneggevolezza di cui cominciavo ad aver bisogno

Ho visionato un po' di strumenti, ed alla fine ho scelto ikiwiki. I motivi sono molti; sul sito si trovano tante e dettagliate informazioni. Per quanto mi riguarda, ho un certo feeling con i preprocessori di qualcosa, quindi il passaggio, almeno dal punto di vista tecnico, è stato indolore.

Chiedo scusa a quei pochi coraggiosi che avevano sottoscritto il vecchio feed rss; ha cessato di esistere. Non sono un appassionato delle cose legacy; ricominciare da zero è spesso più facile e dà risultati migliori.

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currports e ipnetinfo /blog//post/currports_e_ipnetinfo.html /blog//post/currports_e_ipnetinfo.html security tools windows Thu, 06 Jul 2006 19:19:27 +0200 Due piccole utility per sistemi Miscrosoft, utili per fare un po' di controlli, specialmente sul traffico di rete. Hanno entrambe il grosso pregio di non dover essere installate sul sistema, e possono essere utilizzate direttamente da una chiavetta USB. (Grazie a Lucia per la segnalazione).

CurrPorts

CurrPorts displays the list of all currently opened TCP/IP and UDP ports on your local computer. For each port in the list, information about the process that opened the port is also displayed, including the process name, full path of the process, version information of the process (product name, file description, and so on), the time that the process was created, and the user that created it. In addition, CurrPorts allows you to close unwanted TCP connections, kill the process that opened the ports, and save the TCP/UDP ports information to HTML file , XML file, or to tab-delimited text file. CurrPorts also automatically mark with pink color suspicious TCP/UDP ports owned by unidentified applications (Applications without version information and icons)

IPNetInfo

IPNetInfo is a small utility that allows you to easily find all available information about an IP address: The owner of the IP address, the country/state name, IP addresses range, contact information (address, phone, fax, and email), and more. This utility can be very useful for finding the origin of unsolicited mail. You can simply copy the message headers from your email software and paste them into IPNetInfo utility. IPNetInfo automatically extracts all IP addresses from the message headers, and displays the information about these IP addresses.

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magdeburg /blog//post/magdeburg.html /blog//post/magdeburg.html letture Thu, 06 Jul 2006 19:19:27 +0200 Difficile parlare delle opere di Alan Altieri... difficile perchè parlarne mi sembra in qualche modo sminuirle, ridurle. Vanno lette.

Magdeburg - L'eretico è l'ultimo romanzo uscito in libreria dell'autore e, cito, "rappresenta una svolta nella sua produzione narrativa". Questa volta non ci sono corpi speciali o scenari tecno-futuristici; questa volta ci sono mercenari dalle armature segnate e dalle armi affilate, ci sono villaggi e città devastate dalla Guerra Eterna.

Magdeburg è quindi qualcosa di veramente diverso da quanto Altieri ci aveva abituato a leggere, almeno all'apparenza. Ambientato nel diacessettesimo secolo, nella Germania dilaniata dall'eresia (siamo nel pieno della guerra dei trent'anni), il romanzo è la prima parte di una trilogia dal taglio meticolosamente storico. Numerosi interludi descrivono eventi, collocando personaggi ed avvenimenti in un contesto reale - o quantomeno apparentemente molto vicino alla realtà. Scavando più a fondo, tuttavia, si riconoscono tutti i tratti caratteristici della scrittura di Altieri; la sua passione per le armi e per le tecniche di combattimento, i suoi personaggi che pagina dopo pagina sembrano diventare reali, le sue strutture frattali (meccanismi dentro meccanismi) che avvolgono il lettore tenendolo incollato fino all'ultima pagina.

Romanzo che è uno-di-tre, ma che si legge molto bene anche da solo. Avvincente, scorrevole, complesso... imperdibile.

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nella morsa del ragno /blog//post/nella_morsa_del_ragno.html /blog//post/nella_morsa_del_ragno.html cinema Thu, 06 Jul 2006 19:19:27 +0200 Ripescato dagli scaffali e proiettato in questa calda serata estiva, Nella morsa del ragno è l'ennesimo capitolo della sfida detective vs. serial killer. Già questo dovrebbe dire parecchio sulla qualità della pellicola.

Stavolta, tanto per cercare di essere vagamente originali, ci troviamo di fronte ad una trama che vorrebbe svolgersi su binari paralleli, per regalare un colpo di scena finale degno di questo nome. Forse falliscono gli attori, fra cui si salva soltanto un Morgan Freeman che recita di mestiere e non certo di espressività, forse toppano gli sceneggiatori. Fatto sta che il necessario pathos non c'è... Le variazioni di ritmo sono assenti o superflue, le buone idee annegate in un mare di mediocrità che fa quasi rimpiangere di non aver fatto altro, piuttosto che rimanere davanti al piccolo schermo.

Non verrà ricordato, nè dai fan del genere, nè da coloro che qualche anno prima avevano apprezzato Il collezionista, con cui il film condivide il protagonista e, ovviamente, il tema.

Buono per riempire due ore, senza regalare troppa attenzione.

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